Sardegna, la tartaruga Boomerang torna in mare

Boomerang torna a casa. La tartaruga caretta caretta ‘ricoverata’ nel Centro di recupero del Sinis (Cres) dell’Area marina protetta, e’ stata liberata sulla spiaggia di Mai Moni, nell’oristanese. "L’abbiamo chiamata Boomerang perche’ e’ la sesta volta che viene ‘pescata’ dai pescatori nello stagno di Marcedi’, nel golfo di Oristano. Una volta recuperata viene curata nel Centro di recupero del Cnr e dell’Area Marina Protetta della penisola del Sinis e dell’isola di Mal di Ventre e rilasciata il prima possibile", spiega Andrea Camedda, ricercatore dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Iamc-Cnr) all’Agenzia DIRE.

Le tartarughe marine "vengono pescate nelle reti, ferite dagli ami, ingeriscono pezzi di plastica che ritroviamo nei loro stomaci perche’ scambiano le buste di plastica per meduse che non solo possono soffocarle – prosegue Camedda- ma in alcuni casi la plastica finisce nel sistema digerente e tramite gli ftalati va ad avvelenare il loro sistema, in particolare quello riproduttivo".

Il Centro dell’Amp del Sinis, "recupera circa 50-60 tartarughe all’anno e purtroppo arrivano tutte ferite. L’uomo e’ il predatore piu’ pericoloso". Per questo "e’ necessario continuare il dialogo con i pescatori e sensibilizzarli sul problema delle tartarughe", conclude il ricercatore.