Santo Domingo, Marino (Pd): l’ambasciata chiude, ma non vi lasciamo soli – di Ricky Filosa

Ricky Filosa, direttore di ItaliaChiamaItalia, ha intervistato Eugenio Marino, responsabile del Pd nel mondo, per il Diario Libre, uno dei maggiori quotidiani della Repubblica Dominicana, il free press di circolazione nazionale più diffuso. Qui di seguito l’intervista integrale, che potete leggere in lingua spagnola sul sito web del Diario Libre.

Eugenio Marino, Responsabile Pd all’estero. Il governo Renzi ha deciso di chiudere, fra le altre, l’ambasciata d’Italia a Santo Domingo. Entro il 31 dicembre la sede diplomatica tricolore chiuderà i battenti. A cosa è dovuta questa decisione? Il governo parla di bilancio, altri di scelte politiche. Lei che dice?

“Intanto dico che non è una decisione del Governo Renzi, ma una decisione della Farnesina. Il Governo e il Parlamento danno delle linee di indirizzo politico-economico generali ai ministeri, i singoli ministri decidono le linee strategiche di propria competenza – in questo caso la ridefinizione della politica estera e il riorientamento della rete diplomatico-consolare – e i responsabili dell’amministrazione provvedono a trasformarle in atti amministrativi conseguenti, valutando caso per caso nell’ambito delle priorità diplomatiche, delle strategie geopolitiche e regionali e delle esigenze economiche. Nel caso della Repubblica Dominicana, peraltro, non è appropriato parlare di chiusura, ma di rimodulazione della nostra presenza nel Paese, visto che è stata istituita la figura dell’Incaricato d’Affari che lavorerà per lo Stato italiano presso la Delegazione dell’Unione europea in loco. E noi, con l’Alto rappresentante per la politica estera Mogherini, siamo impegnati a consolidare l’Europa politica e a farla parlare con una sola voce. In questo senso, nel futuro, ogni rappresentante dell’Europa sarà sempre più un rappresentante di tutti gli stati europei e dei cittadini europei nel mondo e non degli interessi dei singoli paesi”.

I rapporti fra Italia e RD sono sempre più stretti. E l’Italia lascia l’isola. Ha senso?

“Detta così dovrei rispondere di no. Ma le cose non stanno così. L’Italia, infatti, non lascia l’isola priva di una presenza diplomatica, né chiude i servizi per la Comunità. Ne cambia le priorità e ne modifica il sistema, nella direzione politica che ho appena illustrato. Cosa che chiaramente non succede solo in Repubblica Dominicana, ma anche in Europa e in Nord America”.

I connazionali residenti nella RD sono arrabbiatissimi. Lei fa parte del Partito che ha come segretario Matteo Renzi, attuale capo di governo. E il governo chiude l’ambasciata a Santo Domingo. Cosa si sente di dire agli italiani residenti nell’isola caraibica? Quel è il suo messaggio, direi il messaggio del PD, per loro?

“Ripeto, non è il Governo che chiude l’Ambasciata. Il Governo sta riposizionando l’Italia nel nuovo contesto geopolitico e sta riorientando la sua rete diplomatica tenendo conto del proprio reale peso politico ed economico diverso rispetto a qualche decennio fa, di come il mondo sia cambiato negli ultimi tempi, delle nuove grandi potenze emergenti, del diverso ruolo italiano in questo nuovo contesto globale. Cambiamenti non da poco, per i quali sarebbe davvero miope pensare di ragionare solo in termini locali o di settori o fasce di interesse. Dobbiamo guardare al mondo con una visione di insieme”.

La Farnesina parla di razionalizzazione, ma non taglia le spese del personale diplomatico e non taglia i veri sprechi. Allora? A rimetterci sono sempre gli italiani all’estero? 

“Certamente dal 2008 in poi gli italiani all’estero sono stati penalizzati moltissimo, è stato chiesto loro molto più di quanto potevano dare in termini di sacrifici economici e di attenzione politica. Ma oggi penso si stia lavorando con maggiore attenzione verso questo mondo. Penso che con l’azione del Ministro Mogherini e del sottosegretario Giro, insieme ai parlamentari eletti all’estero e al CGIE si sia invertita la rotta e si è impostato un modo di lavorare e di dialogare nuovo che, se continuerà, porterà i suoi frutti. Sono stati già evitati importanti tagli e provvedimenti che avrebbero arrecato grandi danni e sono stati introdotti alcuni elementi di riforma che nel medio periodo mostreranno la bontà delle scelte operate dal Ministro e dal Sottosegretario e che apriranno la strada ad altre importanti riforme. Inoltre si sta lavorando seriamente anche alla riforma dell’ISE, fortemente voluta dal ministro Mogherini, che va proprio nella direzione di un miglior utilizzo delle “spese del personale diplomatico”, come le chiama lei. Su questa riforma, che va fatta secondo precise procedure parlamentari dalle quali è impossibile derogare, si deve assolutamente accelerare e mostrare la buona volontà anche dell’Amministrazione a voler fare maggiore chiarezza e dare disponibilità a ulteriori sacrifici, come ulteriori sacrifici vengono chiesti quotidianamente a tutti gli italiani. E penso che una accelerazione in questa direzione renderà giustizia di alcune critiche esagerate (quando non strumentali) anche al nostro corpo diplomatico”.

L’ambasciata, in futuro, secondo ciò che lei sa, riaprirà?

“Se capisco bene le intenzioni dell’Amministrazione e non cambiano le condizioni geopolitiche regionali e la posizione dell’Italia nel mondo penso di no, almeno nel breve periodo. Ma il fatto che non vi sia una Ambasciata non significa che non resteranno le figure della diplomazia e che si interromperanno i legami sempre più forti con l’isola. Chi pensa questo sbaglia. E per quanto riguarda il mio Partito siamo ben consapevoli che dovremo lavorare per migliorare le strutture di servizio. Anzi, su questo, approfitto anche qui per stimolare un’ulteriore riflessione e intervento della Farnesina per pensare a strutture alternative e complementari che possano svolgere alcuni servizi. Lo stesso Ministro ne parlò nella sua prima audizione alle commissioni Esteri di Camera e Senato. L’Amministrazione si apra a quelle proposte e riparta da lì e in fretta: sarà un bene anche per il MAE, oltre per i nostri connazionali”.

Perché lei, fra tutti i suoi viaggi, non ha mai fatto una visita ufficiale nella RD?

“Beh, per andare dappertutto dovrei stare in viaggio permanente. Le nostre comunità sono sparse in ogni angolo del Pianeta e io sono Responsabile per il PD all’estero da quattro anni. E in questi quattro anni penso di aver fatto più missioni di qualsiasi altro responsabile di Partito all’estero, ho incontrato le comunità di ogni continente raccogliendo le istanze locali e trasformandole in azioni politiche all’interno del mio Partito (come fanno anche i nostri parlamentari eletti all’estero), ma quasi sempre richiamato dalle rivendicazioni e dalle necessità e urgenze locali. Nella Repubblica Dominicana, poi, non c’è stata mai l’occasione, ma questo non esclude che ci andrò in futuro e se sarà richiesta la mia presenza”.

Il governo Renzi durerà? O si voterà nella primavera del 2015, come afferma qualcuno?

“Guardi, per le previsioni sbagliate vi sono già molti autorevoli specialisti e opinionisti, anche ben pagati. Non faccia fare a me, gratis, questo bel mestiere che non mi appartiene e che in Italia è parecchio inutile, visto che nessuna previsione in questo senso è stata mai confermata dai fatti in questo nostro imprevedibile, geniale e fantasioso Paese”.

Twitter @rickyfilosa