Ruby, le toghe: ad Arcore sistema prostitutivo, Berlusconi pagava con pezzi da 500 euro

Nel processo d’appello per il caso Ruby ‘bis’ si sono incontrati "una confluenza di elementi di prova (..) assolutamente compatti e di univoco significato" sul "carattere remunerativo delle prestazioni, che in vario modo le ospiti" ad Arcore "offrivano a Berlusconi, e della natura di tali prestazioni".  Questo è quanto si legge nelle motivazioni depositate questa mattina.

La terza Corte d’Appello di Milano, presieduta da Arturo Soprano, lo scorso 13 novembre, aveva ridotto le pene inflitte in primo grado e condannato Emilio Fede a 4 anni e 10 mesi, Nicole Minetti a 3 anni e Lele Mora, che per aver rinunciato ai motivi di appello si e’ visto riconosciuta la continuazione con i 4 anni e 3 mesi patteggiati per la bancarotta della L&M management, a 6 anni e un mese di carcere. I tre sono imputati per la vicenda Ruby, la giovane marocchina al centro di un giro di prostituzione a Villa San Martino, e per la quale Berlusconi e’ stato assolto in secondo grado dalle accuse di concussione e prostituzione minorile.

Nicole Minetti, l’ex consigliera regionale imputata per il caso Ruby, "non e’ sul piano di tutte le altre" ospiti ad Arcore: "partecipa alle serate ma non necessariamente pretende o si aspetta una ricompensa (…). Il suo ruolo si qualifica diversamente, dovendo con gli altri imputati, contribuire ad alimentare e mantenere il circuito prostitutivo, con mansioni di tipo essenzialmente organizzativo".

Secondo i giudici, "il rituale" del bunga bunga che andava in scena durante le serate nella residenza milanese dell’ex premier "prevedeva una sorta di immancabile congedo tra le partecipanti alle feste" in cui "il padrone di casa (…) elargiva somme di denaro di vario importo, consegnate attraverso una busta, ove erano riposte banconote del taglio di euro 500", con "modalita’ ripetitiva e costante, sino a rappresentare una sorta di copione conosciuto e collaudato". Per le toghe non ci sono dubbi sul fatto che "le prestazioni, anche quelle minori di tipo pubblico, che avvenivano nel bunga bunga, ricevevano una ricompensa commisurata, sempre rimessa alla discrezionalità del padrone di casa che consegnava le buste contenenti banconote di tagli pressoché costante".

Tra l’altro, nelle motivazioni si legge: "Il linguaggio, talora sboccato e disinibito, sintomatico di uno stile di vita spregiudicato e disinvolto" da parte delle ospiti ad Arcore "non lascia spazio a dubbi di sorta: la partecipazione alle serate, con tutto cio’ che comportava al fine di divertire e sollecitare l’eccitazione sessuale del padrone di casa" e cioe’ Berlusconi, "erano il ‘servizio’ reso per conseguire denaro e altre utilita’, e che solo a queste condizioni e a questo scopo veniva reso".