Roma, dura lex sed lex: a piazza Navona mercatino a metà

La battaglia per la legalita’ innescata dal Campidoglio torna sul fronte di piazza Navona e ora colpisce anche il tradizionale mercatino della Befana. Dopo la lotta estiva al ‘tavolino selvaggio’ dei locali che si affacciano sulla piazza romana, il municipio del centro storico, dopo anni di "regime di proroga", ha fatto un bando che ha dimezzato il numero di bancarelle, da 115 a 72. Una decisione accolta con soddisfazione dai comitati dei residenti che da anni lamentano l’invasione di camion che vendono porchetta ed altre merci che "nulla hanno a che fare con la tradizione".

Le nuove regole, pero’, hanno fatto scattare la protesta degli ambulanti che oggi in piazza hanno inscenato, con tanto di bara e lumini, il "funerale Befana". Alcuni di loro hanno fatto ricorso al Tar per stoppare il dimezzamento del mercatino. La decisione e’ attesa per il 19 dicembre. Il rischio e’ che si inneschi un braccio di ferro a danno di un appuntamento caro ai romani, proprio sotto le feste di Natale e fine anno.

"Per piazza Navona devono valere le stesse regole di legalita’ che questa citta’ non ha mai voluto far rispettare – ha osservato il sindaco di Roma Ignazio Marino – Quest’estate abbiamo avuto le proteste dei ristoratori perche’ abbiamo deciso di far rispettare la legge sull’occupazione del suolo pubblico. Noi ci teniamo che ci sia il commercio ma tutto deve avvenire all’interno della legalita’ e della trasparenza".

Quella andata in scena, in piazza Navona, oggi e’ stata comunque una Festa della Befana ‘a meta”, dove solo alcune delle bancarelle del tradizionale mercato sono rimaste aperte, e gli ambulanti hanno fatto i ‘funerali’. "I 115 operatori storici -si legge in un volantino – si stringono al dolore per la scomparsa a solo 154 anni della Festa della Befana".

"Il Municipio ha fatto i bandi riducendo da 115 a 72 le attivita’ consentite – spiega la presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi – un bando riguardava la giostra, un altro 11 banchi di spettacoli viaggianti e l’ultimo 60 attivita’ per commercianti e artigiani ambulanti, giocattoli e dolci". Per solidarieta’ con chi non ha ottenuto il titolo ad avere il banco pero’ anche quelli autorizzati non hanno aperto.

"Loro dicono ‘o tutti o nessuno’ e quindi anche i 60 operatori che avevano il titolo non hanno allestito i banchi. Inoltre, anche la giostra e le altre attivita’ ludiche questa mattina sono rimaste a lungo chiuse: dicono per solidarieta’ ai colleghi, ma e’ evidente che c’e’ un clima di tensione".

Ma l’assessore alla Roma Produttiva Marta Leonori si schiera a fianco del Municipio: "Chi ha a cuore il decoro e la bellezza di una delle piazze piu’ belle al mondo non puo’ accettare ricatti. Siamo amareggiati che la festa tradizionale, la festa romana per eccellenza, attesa da grandi e bambini, da romani e turisti, sia oggetto di un braccio di ferro e di pressioni. Siamo determinati ad andare avanti, al fianco del Municipio, con gli operatori che hanno deciso di non mancare al tradizionale appuntamento".