L’entrata in applicazione provvisoria dell’accordo commerciale tra Unione Europea e i Paesi del Mercosur continua ad alimentare il dibattito politico ed economico anche tra gli italiani all’estero.
Dal primo maggio scorso l’intesa di libero scambio tra Europa e i quattro Paesi del blocco sudamericano — Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay — è infatti entrata in applicazione provvisoria, aprendo nuove prospettive commerciali, industriali ed economiche tra le due aree del mondo.
A intervenire sul tema è il senatore Mario Borghese, vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero ed eletto nella circoscrizione America Meridionale.
«L’accordo commerciale di libero scambio tra l’Unione Europea e i Paesi del blocco Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), entrato in applicazione provvisoria dal primo maggio scorso, sta già dando frutti copiosi per le due vaste aree del mondo e per l’Italia, anche in considerazione della forte presenza di italiani che vivono nei quattro Paesi sudamericani», dichiara Borghese.
Secondo il senatore del MAIE, il prossimo passo dovrebbe essere l’allargamento dell’accordo ad altri Paesi sudamericani strategici.
«Il forte auspicio adesso è che il libero scambio ricomprenda, prima del previsto (2028), la Bolivia, che conta circa 12 milioni di abitanti, e il Venezuela che al momento ne conta circa 30 milioni e per il quale è probabile nei prossimi anni un incremento notevole dei residenti specie di origine italiana».
Il vicepresidente del MAIE sottolinea inoltre il valore economico dell’intesa in una fase internazionale segnata da forti tensioni geopolitiche e commerciali.
«E’ positivo e rassicurante in una fase globale molto delicata e complessa — aggiunge Borghese — che questa grande opportunità commerciale offerta dal Mercosur venga colta a pieno dalle aziende che fanno degli scambi intercontinentali il loro core business, contribuendo così attivamente alla crescita economica cui si accompagna anche una maggiore occupazione».
L’accordo UE-Mercosur, negoziato per oltre venticinque anni, punta a creare una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, coinvolgendo circa 700 milioni di persone e favorendo la riduzione dei dazi commerciali, l’incremento delle esportazioni e nuove opportunità per imprese e investimenti.





























