Riforme, Romani (Fi): restano priorità, ma prima di Italicum cose più urgenti

"Abbiamo sempre lottato per modernizzare l’Italia e per garantire a chi vince le elezioni di poter governare. Quando Renzi, allora da segretario del Pd, ci chiese di condividere un percorso di riforme istituzionali e legge elettorale abbiamo doverosamente detto si’. La necessita’ di fare le riforme resta per noi una priorita’. Ma non significa che Fi stia abdicando dal suo ruolo di opposizione. Rivendichiamo il nostro essere profondamente diversi, organicamente di centrodestra, da partito liberal-democratico che e’ in alternativa a quello del premier". Cosi’ Paolo Romani, presidente dei senatori di Fi, in un’intervista al Corriere della Sera.

Sulla legge elettorale e l’apertura al premio di lista, dice: "Noi l’accordo l’abbiamo raggiunto su una legge maggioritaria, l’Italicum, il cui meccanismo assicura un vincitore certo. Se poi ci verranno presentate modifiche a quello che e’ stato votato alla Camera, valuteremo nei prossimi mesi", anche perche’ "ci sono cose piu’ urgenti da votare. Secondo, perche’ la riforma elettorale deve procedere contestualmente a quella del Senato, visto che si applica a una sola camera. Dobbiamo varare una legge che sia sostenibile e applicabile, non pasticci di dubbia costituzionalità".

Quanto a differenze di vedute sui rapporti con Renzi in Fi, Romani spiega: "E’ normale che la gestione di un’intesa come quella del Nazareno sia anche complessa. Renzi a fronte di politiche che non condividiamo, fa mosse potentissime contro i sindacati come la riduzione dei fondi ai patronati: come possiamo non tener conto di certi passaggi?". Comunque, assicura che quando Berlusconi "tornera’ padrone della sua vita politica a 360 gradi, molte cose cambieranno".