Riforme, Quagliariello (Ncd): sì a elezione semidiretta del Senato

GAETANO QUAGLIARIELLO SENATORE PDL - FRATTINI MAURO FORMIGONI ALEMANNO AUGELLO ROCCELLA SACCONI QUAGLIARIELLO MELONI CROSETTO - fotografo: IMAGOECONOMICA

L’elezione dei senatori con un sistema semidiretto "non è un compromesso politico dell’ultima ora bensì è l’idea originaria, quella che sta alla base del nuovo Senato inteso come camera di compensazione tra legislatori, tra lo Stato e le Regioni: per questo va rotta la logica degli schieramenti per passare a quella dell’equilibrio istituzionale perché la riforma del bicameralismo avrà successo solo se la mettiamo in condizione di reggersi in piedi da sola". In una intervista al Corriere della Sera Gaetano Quagliariello (Ncd) – che già nel 2013 come ministro delle Riforme del governo Letta elaborava questa soluzione nella commissione dei 40 – è convinto che la via d’uscita dall’impasse in cui è finita la riforma Renzi-Boschi sia sostenere l’architrave di un listino di consiglieri regionali che potranno guadagnarsi il titolo di senatori anche con "la contaminazione del voto popolare".

L’esponente Ncd aggiunge: "Preferenze o listino, si vedrà. E’ fondamentale che il nuovo Senato sia la camera di compensazione tra legislatori la cui assenza ha causato finora un danno economico enorme al Paese perché i conflitti tra Stato e Regioni sono stati regolati dalla Consulta. Ora dovremmo portare al Senato anche i governatori e, allo stesso tempo, depotenziare la Conferenza Stato-Regioni. Altrimenti c’è il rischio che le Regioni continuino a giocare su due piatti".

Alla domanda se sarà il centrodestra a salvare Renzi risponde: "E’ vero, i numeri ballano. Per questo sarebbe utile guardare con grande attenzione all’approccio non ostile di Forza Italia. C’è’ un’area estesa compresa tra i due Matteo, e mi riferisco a Fitto, Tosi e Forza Italia, che, potrebbe tirare fuori il Paese dall’impasse".