Legge elettorale, il Pd attacca il Governo: “Così si cancella la rappresentanza degli italiani all’estero”
ROMA – È un duro atto d’accusa quello lanciato da Luciano Vecchi, responsabile Italiani nel Mondo del Partito Democratico, contro la riforma della legge elettorale approvata dalla Camera dei deputati, che interviene anche sul sistema di rappresentanza degli italiani residenti all’estero.
In una nota pubblicata nella newsletter del Pd Mondo, che raccoglie anche gli interventi della segretaria del Partito Democratico, dei parlamentari e dei presidenti dei Comites, Vecchi sostiene che il Governo Meloni e la maggioranza parlamentare composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati-MAIE abbiano deciso di ridimensionare drasticamente la rappresentanza politica delle comunità italiane nel mondo.
Secondo l’esponente dem, la riforma prevede il passaggio dalle attuali quattro ripartizioni estere a una sola per il Senato e due per la Camera, una modifica che, a suo giudizio, “elimina la rappresentanza territoriale degli italiani che vivono, lavorano e studiano all’estero nel Parlamento italiano”.
“L’8 riforma elettorale già vergognosa e anticostituzionale per l’Italia viene ora utilizzata anche per togliere ogni possibilità di un’autentica rappresentanza delle comunità italiane all’estero”, afferma Vecchi, secondo il quale il provvedimento rappresenta un ulteriore tassello di una politica che avrebbe progressivamente ridotto diritti e servizi destinati ai connazionali oltreconfine.
Nel suo intervento, il responsabile Italiani nel Mondo del Pd richiama anche altri provvedimenti adottati negli ultimi anni che, a suo avviso, hanno penalizzato gli italiani residenti all’estero: dalle modifiche alle norme sulla cittadinanza ai tagli ai servizi consolari, fino alla riduzione degli incentivi per il rientro in Italia, al definanziamento delle politiche per la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo e al mancato adeguamento all’inflazione delle pensioni erogate all’estero.
Vecchi sostiene inoltre che la scelta della maggioranza sarebbe motivata da ragioni politiche. “Meloni, Tajani, Salvini, Merlo e gli altri hanno deciso che gli italiani all’estero, oltre sette milioni di cittadini, pari a più del 10% della popolazione italiana, debbano sparire dalle istituzioni nazionali”, dichiara.
Il Partito Democratico, conclude Vecchi, continuerà a contrastare il provvedimento durante l’esame della riforma al Senato e ribadisce l’impegno a rappresentare le istanze degli italiani nel mondo. Secondo il dirigente dem, soltanto un futuro governo di centrosinistra potrà restituire “dignità e centralità” alle comunità italiane all’estero.
La riforma elettorale proseguirà ora il suo iter parlamentare al Senato, dove il confronto politico sul futuro della rappresentanza degli italiani nel mondo si preannuncia particolarmente acceso.



























