Riforme, Quagliariello (Ncd): nuovo Senato pone tre problemi

"Sia chiaro, il senso dell’iniziativa non è quello di contrastare l’incontro tra Renzi e Berlusconi" ma "non sono possibili due maggioranze, né maggioranze variabili. Salterebbe tutto, ma siamo lontanissimi da questo. E l’incontro del premier con Alfano è una rassicurazione". Così, in una intervista a Repubblica, il coordinatore di Ncd Gaetano Quagliariello commenta la riunione in Senato dei piccoli partiti uniti nella battaglia per migliorare l’Italicum.

Sottolinea che "iniziamo da considerazioni che sono condivise da quella parte del governo che non è il Pd, poi cercheremo di allargarle. E se ci saranno altri parlamentari, ben vengano", "speriamo che, in una logica di sistema, possano essere colte da tutti. Anche dagli estensori del patto del Nazareno, che non è un patto ma un ravvedimento operoso di chi riteneva che in questa legislatura le riforme non si dovessero fare".

L’ex ministro sottolinea che "una volta cambiato il bicameralismo, il nuovo Senato pone tre problemi. L’unica Camera eletta non può essere di nominati; con una sola camera, una volta garantita la governabilità bisogna concedere qualcosa alla rappresentatività, quindi non è possibile che ci siano soglie draconiane o meccanismi di vampirizzazione". Inoltre "se vengono meno i meccanismi che tutelano da esondazioni della maggioranza, bisogna evitare che in una camera sola con il 37% chi vince si prenda tutto: governo, Colle e gli altri organi costituzionali".