Renzi, al governo fino al 2023 poi mi dedicherò ad altro

Italian Prime Minister Matteo Renzi waves as he waits for the arrival of the Angolan president ahead of a meeting at Villa Doria Pamphilj in Rome on July 6, 2015. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI

Matteo Renzi ha intenzione di arrivare allo scadere naturale della legislatura per poi ricandidarsi e governare altri cinque anni. Il suo obiettivo è “rimettere a posto l’Italia”, e dopo il 2023, assicura il premier, “mi dedicherò ad altro”. Intervistato da Bruno Vespa per il suo libro ‘Donne d’Italia’ il capo del governo sottolinea: “Farò il mio lavoro con molta decisione fino al 2018. Quella sarà la mia ultima campagna elettorale. Se dovessi vincere, arriverei fino al 2023. Poi basta. E’ la cosa che mi dà più serenità".

Renzi ribadisce: "Spero davvero di cambiare questo paese per poi occuparmi d’altro. E’ la grande lezione delle democrazie anglosassoni. Thatcher, Blair, Reagan, Obama… Sa che con Obama abbiamo parlato più di una volta di quello che farà dopo il 2017? La sua Fondazione, viaggi, vacanze…". Quando vede i suoi figli? "Li vedo poco. Quando ci sono, nei fine settimana. Ormai sono grandi: Francesco 14 anni, Emanuele 12, Ester 9. Abbiamo scelto con Agnese – che fa un lavoro straordinario – di non portarli a Roma. Avrebbero più contraccolpi che benefici. Fanno la vita di sempre, almeno loro".

Parlando della riforma della scuola: “Mi aspettavo le contestazioni, ma mi ha colpito a livello personale il fatto che mie amiche insegnanti abbiano fatto sciopero senza conoscere la riforma". "Non ce l’avevamo con te, mi hanno detto, ma protestavamo per la scarsa attenzione alla scuola. Scarsa attenzione? Più soldi alla scuola, più soldi ai professori, maggiore partecipazione. Noi dobbiamo ribaltare il senso di stanchezza dei nostri insegnanti, che quasi sempre sono davvero bravi. Certo, se un giorno vado in una scuola di Siracusa e succede l’inferno perchè i bambini cantano una canzoncina… Da allora ho smesso di andare nelle scuole per una forma di rispetto istituzionale. Ma è stato un errore, perchè il rapporto diretto con questo mondo è indispensabile".