Razzi (Fi), ‘non pensavo di essere così importante in Corea’

"Non pensavo nemmeno io di essere così importante in Corea… Avevamo 3-4 ore di ritardo con il volo Klm e i coreani hanno chiesto ai cinesi di fermare la coincidenza sulla pista di Pechino per aspettarci… Lo hanno fatto, e chissà quante ce ne avranno tirate gli altri passeggeri quando siamo saliti a bordo…". Così il senatore di Forza Italia Antonio Razzi, in una intervista a Libero, parla del suo viaggio in Corea del Nord insieme a Matteo Salvini e a cui ha partecipato anche il pentastellato Gianluca Castaldi: "Io e lui siamo stati proprio una coppia vincente in Corea". E svela un retroscena: appresa che una televisione abruzzese era stata bloccata al 38° parallelo "sono andato io dal comandante. Che mi ha detto: ‘Ah, Antonio, l’italiano. How are you?’. Gli ho risposto ‘very good’, poi però gli ho parlato in dialetto abruzzese: ‘Scusa, paisà, ma non ci fai piglia niente delle attrezzature? Noi siamo venuti qua per tutti sti chilometri…’. Allora lui ha subito fatto prendere le telecamere, con l’operatore che tremava dalla paura. Ma poi hanno concesso di filmare tutto dove volevo. Tutto il 38° parallelo…".

Spiega poi che il presidente della Repubblica e il maresciallo nord corani gli hanno chiesto "quanto prima di portare lì Berlusconi" mentre Renzi "non l’hanno mai citato. Non lo conoscono". E conclude: "Loro vogliono proprio la pace. Non ce l’hanno per nulla con la Corea del Sud. E’ un’apparenza che inganna. Sai che in una città del Nord hanno una grande fabbrica che tratta le radici di ginseng, e lì ci sono 54 mila operai della Corea del Nord e 7-800 della Corea del Sud. Certo, sono ingegneri. Ma lavorano insieme e collaborano. Adesso hanno fatto pure federazione con il Giappone. Io voglio fargli fare una federazione, così almeno stanno in amicizia. Poi è un così bel Paese", "non trova una cicca di sigaretta in giro".