Un’uscita di scena silenziosa e laboriosa per Giorgio Napolitano che in attesa di conoscere chi sara’ il suo successore fa ordine tra le carte, firmando gli ultimi atti amministrativi per non lasciare pendenze al prossimo presidente della Repubblica. Napolitano infatti si dimettera’ immediatamente dopo l’elezione del nuovo capo dello Stato per velocizzare l’iter della successione visto che il suo successore non avra’ il tempo di fare pratica: il suo primo impegnativo compito sara’ quello di riaprire le consultazioni per cercare di dare finalmente un Governo al Paese. Certo, avra’ dalla sua un’arma persuasiva che mancava a Napolitano: la possibilita’ di minacciare concretamente lo scioglimento delle Camere e far tornare l’Italia alle urne nel caso lo stallo tra le forze politiche proseguisse.
Intanto ‘re Giorgio’ lavora al Quirinale fino all’ultimo minuto: oggi ha ricevuto sia il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che i segretari generali della CGIL, Susanna Camusso, della CISL, Raffaele Bonanni e della UIL, Luigi Angeletti. Visite di commiato, naturalmente, spiegano al Quirinale dove si respira un’aria sospesa di interregno. Allo stesso modo, anche se attraverso una lettera, il capo dello Stato si e’ congedato dal Csm del quale e’ – costituzionalmente – presidente.
Napolitano ha avuto modo di salutare anche il presidente americano Barack Obama con il quale in questi ultimi anni ha costruito un rapporto di stima reciproca. Con una lunga telefonata da Washington Obama ha ringraziato il capo dello Stato per la grazia concessa al colonnello Joseph Romano, il militare americano coinvolto nel caso Abu Omar, sottolineando quanto questo gesto sia stato apprezzato dall’amministrazione Usa e quanto siano state comprese le profonde difficolta’ nelle quali e’ maturata la scelta di Napolitano. Una telefonata che conferma quanto efficace sia stata anche la proiezione internazionale di Giorgio Napolitano, considerato anche in Europa un interlocutore vero in questi ultimi difficili anni.
Il nuovo ufficio del presidente – che tra breve diventera’ il quinto senatore a vita – e’ pronto a palazzo Giustiniani. Per Napolitano e’ un ritorno: era stato infatti nominato senatore a vita da Carlo Azeglio Ciampi nel 2005 dopo essere stato presidente della Camera. Dopo la lunga parentesi al Quirinale ora prendera’ l’ufficio che fu di Oscar Luigi Scalfaro al quarto piano. I locali sono stati recentemente rinfrescati e hanno trovato il gradimento di Napolitano che ha gia’ provveduto ad inviarvi parte dei suoi effetti personali. Diversi suoi libri sono stati gia’ sistemati nell’ufficio.
In queste ore di attesa in molti si chiedono anche quale sara’ la composizione del nuovo Quirinale nelle importanti figure amministrative che accompagnano un capo dello Stato. Molti dei piu’ stretti Consiglieri di Napolitano sono in eta’ da pensione, se non gia’ pensionati. Il portavoce Pasquale Cascella – e’ notizia di ieri – e’ gia’ con un piede nella sua terra, la Puglia. Si e’ infatti candidato per diventare sindaco della sua citta’, Barletta. Alcuni consiglieri hanno esperienze decennali che potrebbero essere utili al futuro inquilino del Colle. Ad esempio il consigliere giuridico Salvatore Sechi, gia’ attivo ai tempi del settennato di Scalfaro. Di grande esperienza anche l’attuale Segretario generale del Quirinale Donato Marra. La loro conferma o meno dipendera’ pero’ dalle scelte del nuovo presidente. In eta’ da pensione anche il consigliere diplomatico, l’ambasciatore Stefano Stefanini e il consigliere per gli Affari Militari, il generale Rolando Mosca Moschini.
































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