Roma – “Mi piacerebbe Emma Bonino, penso che sarebbe un’ottima presidente”. È il commento del deputato Pd eletto all’estero Fabio Porta, residente in Brasile, mentre i suoi colleghi di partito decidono di adottare toni più diplomatici in attesa della riunione di stasera.
“Credo che a Bersani vada riconosciuto il merito di un importante lavoro politico di mediazione – dichiara Merco Fedi, senatore Pd eletto in Australia –, per trovare un nome che soddisfi i due terzi del Parlamento, come è nelle migliori intenzioni e nelle volontà dei padri costituenti, è indispensabile trovare nomi condivisi interloquendo con tutte le parti politiche”.
“Su un punto voglio essere chiaro, il nome che sarà presentato stasera deve trovare anche il mio totale e chiaro sostegno e, quindi, attendo con ansia di capire quale sia la persona individuata dal segretario. I nomi arrivati dal Movimento 5 stelle, e quelli arrivati dal centrosinistra e dalla società civile, sono tutti apprezzabili e con qualità rilevanti, tali da poter motivare anche un mio voto”.
“Tra questi – aggiunge Fedi – personalmente ritengo che Rodotà potrebbe essere adatto, sia per l’esperienza sia per il fatto che su di lui convergono parte del Pd e di M5S. Tra gli altri entrati e usciti dal totonomi, guardo positivamente a Emma Bonino così come alla Finocchiaro, una donna di grandi capacità”.
“Non abbiamo un nome ma siamo a favore di una scelta condivisa – spiega invece il deputato del Maie, Ricardo Merlo -, è necessario eleggere un presidente a larga maggioranza, è fondamentale la condivisione. Il nuovo presidente deve avere due caratteristiche: l’esperienza politica, per guidare l’Italia in questo momento, e un appoggio elevato. Sono questi gli unici requisiti che ci interessano”.
Concorda sul fattore condivisione anche Laura Garavini, deputata Pd, eletta nella ripartizione estera Europa e residente in Germania: “Stasera conosceremo il nome individuato dal segretario Pierluigi Bersani. Quello che conta è raggiungere una scelta il più possibile condivisa”.
NEL PALAZZO Intanto secondo quanto si apprende Sel – il partito di Nichi Vendola – ha deciso di votare Stefano Rodotà, convergendo sul candidato del Movimento 5 Stelle. Pierluigi Bersani è riunito con i suoi parlamentari e sembra puntare su Franco Marini, sul quale sarebbe stata raggiunta un’intesa "ampiamente condivisa". Ma Matteo Renzi – che nel Palazzo ha diversi parlamentari che ‘rispondono’ a lui, si smarca: "noi non lo votiamo". E il PdL? Anche Silvio Berlusconi e i suoi hanno deciso di sostenere Marini come candidato al Colle.
































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