Quirinale, a ItaliaChiamaItalia i commenti degli eletti all’estero Pd – di Barbara Laurenzi

Roma – Proseguono le votazioni per il nuovo presidente della Repubblica a Montecitorio, dove non si è raggiunto il quorum nemmeno questa mattina e si preannuncia lo stesso risultato per il pomeriggio. ItaliaChiamaItalia c’è, in Transatlantico e in tribuna.

Presenti anche gli eletti all’estero dei diversi schieramenti. "Ritengo che la candidatura di Mattarella rappresenti un grande risultato politico di Matteo Renzi e del governo tutto – dichiara l’onorevole dem Laura Garavini a margine delle votazioni a ItaliaChiamaItalia -. E’ stato individuato un uomo di invidiabile statura morale, una figura stimata anche a livello internazionale, con la forza intellettuale idonea a proseguire coerentemente quel cammino di riforme già avviato da Napolitano e che possa trovare sostegno in tutte le forze partitiche. Con Mattarella, infatti, non si e’ ricompattato solamente il Pd ma diversi schieramenti politici".

"No, il Pd non ha imposto degli ultimatum – aggiunge poi Garavini, rispondendo a chi critica i democratici di aver presentato Mattarella come l’unica scelta possibile -. In realtà il partito ha proposto una rosa di nomi tra cui Mattarella sembrava essere il piu’ condiviso. Inoltre noi siamo nelle condizioni numeriche di poter esprimere una preferenza, cosi’ come ci era stato chiesto anche dalla stessa Forza Italia. Dato l’alto profilo del candidato, mi appello alla coscienza dei parlamentari affinche’ almeno alcuni di loro, singolarmente, si esprimano in suo favore".

QUIRINALE, ECCO CHE DICONO PICCHI (FI) E DI BIAGIO (AP)

"E’ molto importante il fatto che la candidatura di Mattarella abbia restituito compattezza a un Pd ultimamente diviso tra diatribe e discussioni interne – commenta il deputato democratico Fabio Porta, aggiungendo che – non sembra essere favorevole solamente il nostro partito. Mi pare che anche dal centro arrivino molte indicazioni a favore di questo voto. Del resto – conclude Porta – mi sembra difficile opporsi a un uomo di questo livello".

Meno diplomatico, invece, il collega di partito Marco Fedi. "Credo ci fosse molto bisogno di un Pd piu’ unito ed e’ importante aver ritrovato questo senso di unita’. L’elezioni di Mattarella puo’ rappresentare un fatto molto positivo ma – dichiara Fedi -, poiche’ siamo un grande partito, sempre molto eterogeneo, non escludo sorprese fino all’ultimo, anche se non credo accada nulla".

"Naturalmente – aggiunge Fedi – come ho gia’ avuto modo di spiegare ad alcuni elettori che giustamente chiedono conto del mio voto, se il Pd dovesse fallire questo appuntamento sarei pronto a prendere l’occasione come pretesto per sganciarmi da questo progetto. Credo molto nel Pd, ma se non si riuscisse a trovare condivisione nemmeno su un nome cosi’ stimabile come Mattarella, allora non avrei piu’ motivo per rimanere". Come finirà? "A questo punto – conclude l’eletto all’estero residente in Australia – eleggeremo Mattarella domani al quarto scrutinio ed e’ un peccato, perche’ sarebbe stato bello eleggerlo prima, ma le altre forze politiche non lo hanno capito".