Quelle scorte ai politici che ci costano un botto – di Leonardo Cecca

Ormai ogni tanto fa capolino il deplorevole ritornello che ci ricorda quanto in basso è sceso il malcostume della classe dirigente: si è visto un parlamentare fare la spesa con la scorta, un ministro usare voli di stato per farsi accompagnare a…

Puntualmente il "grande intoccabile" sorpreso con il sorcio in bocca e/o il suo portavoce spiega che è tutto a posto in quanto regolato da rigide e precise norme disposte dall’Autorità preposta alla sua sicurezza; a volte l’arroganza di costui è tale da fargli ostentare disagio per il codazzo di persone che si adoperano per la sua incolumità.

Orbene, da persona qualunque, mi chiedo se questa autorità competente, cioè l’Ucis (Ufficio centrale interforze per la sicurezza), si sia auto-costituito e non debba render conto a nessuno del suo operato, oppure se le sue direttive debbano essere approvate da qualcuno.

In questo malandato paese, sull’orlo della miseria e con una spesa pubblica che invece di diminuire aumenta come aumenta la disoccupazione per mancanza di investimenti, abbiamo migliaia di persone (carabinieri, polizia, guardia di Finanza e guardie carcerarie) impiegate nella sicurezza degli intoccabili, con impiego anche di migliaia di auto blindate e, alla bisogna, della flotta aerea di Stato sia per viaggi di piacere sia per farsi accompagnare a casa. Nel contempo però abbiamo milioni di persone, in prevalenza anziani, che sul far del buio non escono più di casa in quanto alcune zone periferiche, e non solo, sono diventate invivibili. Che vergogna.

Con questo sistema fanno venire in mente quando l’eurodeputato Napolitano soleva rispondere al suo segretario Martin: "ciò che è consentito dalla legge si può fare", ma un briciolo di moralità dovrebbe consigliare a costoro, ministri, parlamentari, di valutare se la norma è adeguata e/o ancora necessaria, ma ciò significherebbe sminuire la loro visibilità e la loro tracotanza.

Ai servizi di sicurezza per coloro "in servizio", dobbiamo poi aggiungere anche le cosiddette "scorte eterne", ovvero quel tipo di protezione che non termina nonostante sia venuto meno, nel tempo, il motivo della tutela (vds. scorta alla figlia di Scalfaro). Sarebbe auspicabile, in questo periodo di profonda crisi economico-finanziaria, che qualcuno che siede sulle dorate poltrone e/o su quelle più spartane del Parlamento desse il tanto atteso segnale di democrazia e di serietà al fine di riscrivere le varie norme sulle scorte perché esse siano limitate allo stretto indispensabile e per esclusive esigenze istituzionali e non per far sentire un "nulla qualsiasi" alla pari dei veri "grandi" e, se girando senza la scorta verranno fatti oggetto di carciofate o di lanci di frutta e verdura, la volta successiva si portino da soli il carrello della spesa in modo di far provviste gratis.