La corte d’appello di Milano ha confermato la condanna di primo grado di Silvio Berlusconi. Stamattina i giudici della Corte di Appello di Milano hanno negato la sospensione del processo, chiesta dai legali di Berlusconi, in attesa che si pronunciasse la Consulta sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in materia di legittimo impedimento. Pronuncia che i giudici non hanno ritenuto rilevante ai fini della prosecuzione del processo.
Berlusconi in primo grado era stato condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale sull’acquisizione diritti tv Mediaset e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Dunque, nessun cambiamento nel processo d’appello sui diritti tv di Mediaset rispetto al verdetto di primo grado, emesso lo scorso 26 ottobre dal collegio presieduto da Edoardo d’Avossa. Confermata anche la provvisionale di 10 milioni di euro che gli imputati dovranno versare in solido all’agenzia delle Entrate.
TUTTE LE TAPPE DEL PROCESSO Quasi 10 anni di indagini. Un’udienza preliminare convocata e continuamente aggiornata di mese in mese fino ai rinvii a giudizio nel 2006. Per il primo grado quasi 6 anni di processo ‘a singhiozzo’ tra richieste di ricusazione avanzate dai legali e l’istanza di astensione presentata dal giudice. E ancora slittamenti dovuti al Lodo Alfano e al conseguente ricorso alla Consulta, richiesta di trasferimento del procedimento a Brescia, legittimi impedimenti di Silvio Berlusconi, cambi di capi d’imputazione. Simile la situazione per l’appello ‘tormentato’ da legittimi impedimenti per malattia dell’ex premier, per la campagna elettorale, per l’elezione del Capo dello Stato e la nomina del Governo. Il tutto per altri 5 mesi. Un vero e proprio percorso a ostacoli che ha portato oggi alla sentenza di secondo grado.
Queste le tappe principali:
– 13 Giugno 2003: Su alcuni quotidiani esce l’indiscrezione di un’inchiesta aperta dalla procura di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi nata da un’altra indagine, quella sul comparto estero di Fininvest. I Pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo "Non confermano ne’ smentiscono". Nei giorni seguenti si avra’ la conferma che l’indagine c’e’ e che gia’ nel maggio era stata richiesta una rogatoria urgente negli Usa. La rogatoria sara’ poi bloccata dal ministro della giustizia Roberto Castelli.
– 7 luglio 2004: Anche Marina e Piersilvio Berlusconi risultano indagati fra gli altri col padre Silvio, il presidente Mediaset Fedele Confalonieri, l’ex responsabile del settore estero Fininvest Giorgio Vanoni e ancora l’ex responsabile di Fininvest Service in Svizzera Candia Camaggi e il presidente di Arner Bank Paolo Del Bue.
– 13 luglio 2004: I militari del Nucleo Provinciale della Gdf di Milano perquisiscono gli uffici Mediaset.
– 30 luglio 2004: Il Gip Maurizio Grigo concede la proroga delle indagini.
– 24 maggio 2005: L’inizio dell’udienza preliminare viene fissato per il 28 ottobre.
– 26 ottobre 2005: I legali Mediaset chiedono il trasferimento a Brescia. A Milano ci sono "64 magistrati possessori di azioni Mediaset che potrebbero figurare come parti offese".
– 28 ottobre: l’udienza preliminare per 14 indagati viene subito rinviata perche’ i Pm hanno depositato documentazione oltre il termine previsto. Diventa pubblico nel frattempo che le indagini sono state aperte nel 2001 e che i reati ipotizzati partono dal 1988.
– 7 novembre 2005: Inizia l’udienza preliminare – 11 novembre 2005: Il Gup Paparella respinge la richiesta di trasferimento a Brescia.
– 12 maggio 2006: Dopo altri tre aggiornamenti dell’udienza preliminare, il Pm De Pasquale chiede il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi e altre 11 persone. Chiede anche di affrettare i tempi "per il pericolo prescrizione. Non e’ colpa nostra se le indagini sono durate 4 anni".
– 29 maggio 2006: Il legale di Silvio Berlusconi Nicolo’ Ghedini chiede di non processare il proprio assistito: "Si e’ dimesso il 26 gennaio 2004 dalle sue cariche in Mediaset e non ci sono testimonianze o documenti che comprovano le accuse".
– 7 luglio 2006: Il Gup Paparella rinvia a giudizio Silvio Berlusconi per falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale. A giudizio altri 12 fra i quali Confalonieri.
– 30 luglio 2004: Il Gip Maurizio Grigo concede la proroga delle indagini.
– 24 maggio 2005: L’inizio dell’udienza preliminare viene fissato per il 28 ottobre.
– 26 ottobre 2005: I legali Mediaset chiedono il trasferimento a Brescia. A Milano ci sono "64 magistrati possessori di azioni Mediaset che potrebbero figurare come parti offese".
– 28 ottobre: l’udienza preliminare per 14 indagati viene subito rinviata perche’ i Pm hanno depositato documentazione oltre il termine previsto. Diventa pubblico nel frattempo che le indagini sono state aperte nel 2001 e che i reati ipotizzati partono dal 1988.
– 7 novembre 2005: Inizia l’udienza preliminare – 11 novembre 2005: Il Gup Paparella respinge la richiesta di trasferimento a Brescia.
– 12 maggio 2006: Dopo altri tre aggiornamenti dell’udienza preliminare, il Pm De Pasquale chiede il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi e altre 11 persone. Chiede anche di affrettare i tempi "per il pericolo prescrizione. Non e’ colpa nostra se le indagini sono durate 4 anni".
– 29 maggio 2006: Il legale di Silvio Berlusconi Nicolo’ Ghedini chiede di non processare il proprio assistito: "Si e’ dimesso il 26 gennaio 2004 dalle sue cariche in Mediaset e non ci sono testimonianze o documenti che comprovano le accuse".
– 7 luglio 2006: Il Gup Paparella rinvia a giudizio Silvio Berlusconi per falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale. A giudizio altri 12 fra i quali Confalonieri.
– 5 ott. – La Corte Costituzionale giudica "ammissibile" il conflitto di attribuzioni sollevato da Berlusconi nei confronti dei giudici.
– 18 giugno 2012: Il Pm chiede la condanna di Silvio Berlusconi a 3 anni e 8 mesi. "Sui soldi dei fondi neri – dice in aula De Pasquale – ci sono le sue impronte digitali". Dieci le condanne chieste complessivamente, la piu’ alta, 6 anni, per il banchiere e fondatore della Arner Bank, Paolo Del Bue.
– 24 settembre 2012: I legali chiedono l’assoluzione "perche’ il fatto non sussiste".
– 26 ottobre 2012: La sentenza di primo grado condanna Silvio Berlusconi a 4 anni (ma 3 condonati grazie all’indulto) con l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici e, con altri al pagamento di 10 milioni all’agenzia delle entrate e assolve Fedele Confalonieri; condanna condonata per Frank Agrama che era stato condannato a 3 anni. I giudici hanno riconosciuto Berlusconi "dominus indiscusso" del gruppo che "gestiva" anche dopo la sua "discesa in campo" nella politica. Complessivamente i giudici hanno stabilito 4 condanne, tre assoluzioni e 4 "non doversi procedere". L’ex presidente del consiglio parla di "accanimento giudiziario" e "uso politico della giustizia".
– 18 gennaio 2013: Inizia il processo d’appello. La difesa Berlusconi chiede il rinvio a dopo le elezioni ma i giudici respingono.
– 25 gennaio 2013: E’ prevista la requisitoria del Pg Laura Bertole’ Viale ma la difesa chiede ancora la sospensione del processo per la campagna elettorale. I giudici dicono no a sospensiva ma accordano il legittimo impedimento per una tiunione dei candidati Pdl.
– 1 febbraio 2013: Nuova richiesta legittimo impedimento, respinta. Gli avvocati abbandonano l’aula e si rinvia l’udienza – 8 febbraio: accolto legittimo impedimento, processo viene aggiornato a dopo le elezioni – 1 marzo 2013: Dichiarazioni spontanee di Silvio Berlusconi: "Mai occupato di diritti Tv". Il Pg chiede invece la conferma delle condanne: 4 anni per Berlusconi, 3 anni e 3 mesi per Fedele Confalonieri, 3 anni per Frank Agrama.
– 9 marzo 2013: Berlusconi assente perche’ malato di ‘uveite bilaterale’. Il Tribunale chiede la visita fiscale al San Raffaele e si decide che non c’e’ impedimento.
– 16 marzo 2013: Si al legittimo impedimento – 23 marzo 2013: ancora un legittimo impedimento. Si rinvia al 20 aprile.
– 20 aprile 2013: legittimo impedimento per l’elezione del Presidente della Repubblica. Si rinvia all’8 maggio.
































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