Plutone avamposto di un mondo primitivo

L’incontro ravvicinato con Plutone e’ il primo contatto con l’avamposto di un mondo primitivo, popolato da miriadi di corpi celesti che racchiudono i segreti dell’origine del Sistema Solare e forse anche le molecole indispensabili per costruire i mattoni della vita. Per questo, per il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Giovanni Bignami, la missione New Horizons della Nasa segna un’altra tappa storica nell’esplorazione spaziale.

”Per la prima volta esploriamo la terza fascia del Sistema Solare’, ha detto Bignami. ”La prima fascia – ha spiegato – e’ quella piu’ interna, che comprende i pianeti rocciosi, dei quali fa parte la Terra; la seconda comprende i giganti gassosi e la terza, quella in cui si trova Plutone, e’ sostanzialmente ancora inesplorata e contiene oggetti minori del Sistema Solare. E’ una zona importante e non l’abbiamo esplorata quasi per niente”. Avere inviato una sonda nelle vicinanze di Plutone e’ quindi fondamentale perche’, ha osservato Bignami, significa ”poter esplorare per la prima volta corpi rimasti ‘in freezer’, la cui enorme distanza dal Sole li ha di fatto ‘congelati’ al momento della nascita”. Sono, ha aggiunto, ”oggetti piccoli, che non hanno avuto l’evoluzione dei pianeti piu’ vicini al Sole”.

Per questo osservarli significa ”poter vedere condizioni analoghe a quelle che esistevano alle origini del Sistema Solare, come sulle comete”. Della terza fascia, ha proseguito, ”sappiamo inoltre che ”e’ ricca di nanopianeti, come Eris, la cui massa e’ maggiore a quella di Plutone. Potrebbero esisterne centinaia o migliaia”.

Considerarli pianeti ”sarebbe sbagliato, sia per le caratteristiche della loro orbita, sia per la massa. ‘Promuoverli’ significherebbe inoltre ritrovarsi ad avere centinaia o forse migliaia di pianeti”. Lo stesso vale per Plutone, l’ex nono pianeta del Sistema Solare, declassato a pianeta nano, interessante anche per la sua composizione bizzarra: ”e’ roccioso – ha spiegato Bignami – ma per un terzo e’ fatto di acqua. Ha quindi una composizione differente rispetto a quella dei pianeti rocciosi della fascia interna che, come la Terra, hanno una quantita’ di acqua relativamente piccola”.

Senza dubbio, ha proseguito il presidente dell’Inaf, ”Plutone e’ un mondo affascinante: basti pensare alla sua atmosfera, ricca di metano e azoto”. Queste caratteristiche, ha spiegato, non sono certamente di per se’ un presupposto per l’esistenza di forme di vita: ”questo sarebbe davvero molto difficile. Tuttavia – ha concluso – la presenza di questi elementi potrebbe favorire la formazione di molecole prebiotiche”, ossia di molecole indispensabili perche’ possano formarsi mattoni della vita.