Pedofilia, finanze, curia, povertà: le sfide di Papa Francesco

Nove mesi di cambiamenti, non tanto, o non solo, nelle strutture e negli uomini, ma soprattutto nel modo di essere Chiesa. L’impronta che Papa Francesco sta dando al suo pontificato continua, giorno dopo giorno, a riservare sorprese, ultima in ordine di tempo quella della commissione per la lotta agli abusi pedofili del clero e per la protezione dei minori. Segno di una volonta’ di comprendere e di indagare prima di agire, per risolvere i problemi che assillano la Chiesa Cattolica. Ma i "fronti" aperti da Jorge Bergoglio sono molteplici, ad iniziare dal "cuore" della cristianita’, dalla riforma della Curia, operazione per la quale ha chiamato a collaborare, altra novita’ da lui voluta ed introdotta, otto cardinali di tutto il mondo, l’ormai famoso "G8", che in particolare hanno subito suggerito l’opportunita’ di una iniziativa contro lo scandalo pedofilia del clero.

Le sfide del nuovo Pontefice hanno riguardato innanzi tutto la sobrieta’ dei comportamenti (da lui seguita in prima persona ogni giorno, dalla casa alla macchina utilitaria), l’attenzione concreta ai bisogni dei piu’ deboli (come ha testimoniato andando di persona a Lampedusa o nel carcere minorile per la lavanda dei piedi), ma anche la gestione finanziaria dei beni ecclesiastici e la "pulizia" nello Ior. In piu’, Papa Francesco ha posto il suo occhio vigile direttamente nelle Commissioni referenti da lui istituite proprio per la riorganizzazione della struttura economica e amministrativa della Santa Sede e per la verifica dell’Istituto Opere di Religione. Due iniziative che non finiranno a breve il loro lavoro, per ora si parla dei primi mesi del 2014, ma che lui segue personalmente grazie anche al suo segretario particolare, mons. Alfred Xuereb, che proprio in questi giorni ha delegato per le due Commissioni, "con l’incarico di vigilare e tenerlo informato, in collaborazione con la Segreteria di Stato, sulle procedure di lavoro e sulle eventuali iniziative da intraprendere". Con lo scopo finale di avere pulizia e trasparenza nei conti e negli "affari" della Santa Sede, magari unificando le varie realta’ attuali in un unico organismo.

E alla Segretaria di Stato, prima vera nomina del pontificato, Papa Francesco ha voluto al posto del card. Tarcisio Bertone, un uomo nuovo, mons. Pietro Parolin che sembra essere entrato subito in sintonia con Bergoglio. Il numero due della gerarchia cattolica, infatti, si e’ augurato una Chiesa "sempre piu’ trasparente", aggiungendo l’auspicio che "tutte queste riforme vadano sempre piu’ nel senso di mostrare un volto sempre piu’ autentico di Chiesa cosi’ come e’ quello di papa Francesco e che anche tutta la struttura della Curia diventi piu’ efficace nel suo servizio al Papa".

Ma c’e’ un altro "strappo" voluto da Bergoglio: e’ quello del rapporto diretto con i fedeli, con le udienze e gli Angelus affollati dal decine di migliaia di persone, degli abbracci ai bambini e agli ammalati, delle telefonate alle persone bisognose, dell’attenzione concreta verso i poveri, che ricevono direttamente l’aiuto del Pontefice. Il tutto con l’idea che Papa Francesco sia ancora all’inizio, che voglia capire per poi agire: i frutti di tutto questo si vedranno nei prossimi mesi, anche quale sara’ la reazione della Chiesa allo scandalo pedofilia.