PdL, Matteoli: il tradimento non paga, eclissi Fini lo dimostra

Altero Matteoli, senatore PdL, intervistato dal Quotidiano Nazionale, a proposito della crisi di governo, commenta: “La verità è che in questa fase il primo dei falchi si chiama Silvio Berlusconi", "è in corso un dibattito e stavolta andremo fino in fondo. Il tema è: chi decide gli incarichi e la linea politica", "da domani Silvio Berlusconi, che resta il nostro leader, potrà fare delle proposte, ma ogni proposta andrà votata dagli organismi del partito".

"Il disagio è enorme – prosegue l’ex ministro – e a farsene carico sono personaggi come Cicchitto, Quagliariello, la Lorenzin… Tutta gente che viene da Forza Italia, mica da An". Esclude tuttavia una scissione: "Alla riunione dei gruppi con Berlusconi voglio proprio vedere quanti se la sentiranno di alzarsi e dire che non sono d’accordo", del resto "non ci sono alternative: che facciamo, saltiamo in un gruppetto sul carro della sinistra e mandiamo avanti il governo del Pd? Non avrebbe senso, sarebbe un tradimento e come dimostra l’eclissi di Gianfranco Fini il tradimento non paga". E aggiunge: "Purtroppo i leader non si costruiscono in laboratorio: o ci sono o non ci sono", "abbiamo tanti giovani di valore, ma veri e propri leader io non ne vedo".

Matteoli definisce il voto deleterio ("Il Paese è in una situazione economica incompatibile con la paralisi che deriverebbe da nuove elezioni politiche, che si sommerebbero alle europee e alle amministrative") e si augura che prevalga "il buonsenso". "Questa tappa – prosegue – l’hanno vinta coloro che vogliono la crisi, ma il giro è ancora lungo. Io sono un trattativista, mi auguro ci siano le condizioni per sgombrare il tavolo del governo dalle cartacce accumulate fino ad oggi e per ripartire con un programma di sei o sette punti finalizzati al rilancio dell’economia. Mi sembra necessario".