Pd, Renzi: ora segnali forti, basta perdere tempo

"Essere il segretario del Pd è un grandissimo onore. Cercheremo di farlo nel modo migliore, sapendo che prima dell’ambizione personale bisogna dare risposte ai problemi". Una conferenza stampa di venti minuti presso la sede nazionale del Partito Democratico è il primo passo di Matteo Renzi come leader dem.

Il sindaco di Firenze ha presentato subito la sua squadra: la segreteria del Pd sarà composta da dodici persone, cinque uomini e sette donne: "Luca Lottti all’Organizzazione, Stefano Bonaccini agli Enti locali, Filippo Taddei all’Economia, Davide Faraone a Welfare e Scuola, Francesco Nicodemo alla Comunicazione, Maria Elena Boschi alle Riforme istituzionali, Marianna Madia al Lavoro, Federica Mogherini all’Europa e Affari internazionali, Debora Serracchiani alle Infrastrutture, Chiara Braga all’Ambiente, Alessia Morani alla Giustizia, Pina Picierno alla Legalità e Sud. Il portavoce della segreteria sarà Lorenzo Guerini".

Renzi, nella sua prima uscita da segretario, fa capire subito quali saranno le sue priorità: "Avverto la necessità di dare segnali immediati, non c’è un minuto da perdere”. Martedì, “all’assemblea con i gruppi parlamentari e domenica all’assemblea nazionale la linea uscita dalle primarie avrà i primi momenti di condivisione".

Il fulcro principale dell’azione della segreteria Renzi sarà il rapporto con il governo Letta. In questo senso, chiarisce, "non è all’ordine del giorno" l’idea di togliere la fiducia al governo: "Ci chiamiamo Pd, le scelte che prendiamo le prendiamo insieme". Il sindaco non nasconde comunque che saranno molti i temi su cui il partito incalzerà l’esecutivo: "Il punto – spiega – non è far cadere il governo ma farlo lavorare e fargli ottenere dei risultati. Vi sembra normale che continuiamo a far finta di niente quando i cittadini chiedono immediatamente di cambiare passo, di cambiare verso? Abbiamo bisogno di dare segnali chiari, mi piacerebbe ci fosse questo senso d’urgenza".

Uno di questi segnali, non è un segreto, è la riforma della legge elettorale su cui Renzi sembra disposto anche a forzare la mano: "Per il Pd è una priorità. Il Paese deve uscire dalla logica del rinvio. Fuori di qui ci sono cittadini che chiedono di cambiare immediatamente passo". Alla domande, infine, se ci siano rischi per la tenuta unitaria del Partito Democratico, Matteo Renzi ha risposto: "Non c’è alcun potenziale rischio per l’unità del partito".