Pd, ora Renzi mantenga gli impegni: e sarà premier – di Ricky Filosa

Non ero d’accordo un anno fa con quegli amici, colleghi, osservatori, che mi dicevano: "Renzi è una meteora, presto non sentiremo più parlare di lui"; oggi so che avevo ragione e che insieme a me tanti altri avevano visto giusto. Bravo Matteo Renzi: adesso inizia la tua vera sfida, quella di trasformare la sinistra italiana in una sinistra moderna, europea, davvero riformista. Soprattutto, quella di mantenere gli impegni. Auguri!

Il sindaco di Firenze stravince le primarie del Pd. Ce lo aspettavamo, anzi: ne eravamo sicuri. Non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che proprio l’ex rottamatore avrebbe vinto contro Cuperlo e gli altri candidati (stracciati) e sarebbe toccato a lui guidare il Partito Democratico. Un partito che da oggi cambierà in maniera radicale, almeno così ci auguriamo tutti; non potrà essere diversamente, se è vero come è vero che la vittoria di Renzi ha un senso. Due milioni e mezzo di italiani, con il loro voto, hanno voluto dare un calcio alla vecchia politica, alla vecchia classe dirigente del Pd, agli inciuci, alle larghe e improduttive intese, a uomini e donne che hanno saputo solo parlare a se stessi. La politica di Renzi è quella che vuole parlare al Paese, non allo specchio su cui si riflette, e spesso, con un volgare, fastidioso, presuntuoso narcisismo, si loda. Basta alle pacche sulle spalle, alle carriere che vanno avanti solo grazie agli amici degli amici, avanti con meritocrazia e impegno; con la speranza che un cambiamento sia possibile, stop allo scetticismo di chi dice che combattere è inutile perchè la politica tanto è quella e non cambierà mai.

Ci voleva uno come lui, giovane, smaliziato, schietto in ciò che dice, a ridare entusiasmo e voglia di battaglia a milioni di italiani che sono delusi oggi più che mai da oltre vent’anni di magna magna, di manovre di Palazzo, di inconcludenza.

Matteo Renzi rappresenta certamente una grande svolta, anche generazionale; il mondo va sempre più veloce, ed è giusto che anche la politica si adegui. Comunicazione, internet, social network, sono e continueranno ad essere a lungo i veri protagonisti del terzo millennio. Lo avete visto Matteo come batte sui tasti della tastiera del pc quando scrive? E’ un fulmine. Non è certo questo a fare di lui l’uomo del cambiamento, ma gli dà un enorme vantaggio: quello di essere al passo con i tempi, di essere uomo del nostro tempo, non di un tempo passato che non può tornare e non vogliamo nemmeno ritorni.

Parrucconi di sinistra, veterocomunisti con l’Unita’ sotto il braccio, intellettuali buoni solo a parlare in certi salotti o a leggere libri incomprensibili all’italiano medio, avete fallito: diciamo grazie a tutti quelli che oggi hanno i capelli bianchi, ma il vostro tempo (politicamente parlando) è finito. Ora tocca alle nuove generazioni guidare la macchina, a chi non dimentica la Storia e le ideologie che hanno spinto (e travolto) le masse nel secolo scorso, ma sa anche che il futuro è arrivato e che il mondo va avanti.

La vittoria di Matteo Renzi alle primarie mi riempie, ci riempie, di orgoglio: ItaliaChiamaItalia nelle ultime settimane lo ha sostenuto, gli ha dedicato attenzione, lo ha messo al centro del dibattito politico. Non per salire sul carro del vincitore, noi siamo un giornale e non un partito: e come giornalisti abbiamo fatto il nostro mestiere, dando spazio a tutti i candidati, ma schierandoci apertamente dalla parte del sindaco del capoluogo toscano, l’unico secondo noi ad avere la stoffa del leader. Gente come Cuperlo e Civati, e prima di loro Bersani, Franceschini, Prodi e Veltroni, potranno anche essere uomini di grande cultura ed esperienza, ma nessuno di loro ha la stoffa del leader. Matteo Renzi lo è senza dubbio, trascina, emoziona, coinvolge.

Una sola speranza, per quanto ci riguarda: che già domani, già come segretario del Pd, cominci a scalfire la roccia del conservatorismo,  dimostrando di essere davvero diverso da chi l’ha preceduto. E sarà premier.

Twitter @rickyfilosa