Papa Francesco prosegue ‘riforma’ Curia, ora l’economia

Dopo la commissione referente sullo Ior, una commissione per riformare le finanze vaticane. A pochi giorni dal suo viaggio in Brasile, il primo dalla sua elezione, papa Francesco non perde di vista il lavoro di riforma delle strutture vaticane, missione tra le piu’ importanti del suo pontificato e che prosegue a tamburo battente. Oggi e’ arrivato il terzo passaggio chiave di questa opera, una commissione composta per lo piu’ da laici esperti che aiutera’ a razionalizzare, semplificare e soprattutto ridurre le spese dei dicasteri ”economici” d’Oltretevere. E che collaborera’ anche con il Gruppo di lavoro di otto Cardinali istituito dal Papa a un mese dall’elezione col compito di dare alla Chiesa una nuova costituzione riformando la ”Pastor Bonus”. Gruppo che si riunira’ la prima volta a ottobre.

I compiti dell’ecclesiastico e dei sette laici, tra cui una giovane donna, scelti da papa Bergoglio, sono definiti in un documento solenne, un chirografo, come era avvenuto per l’istituzione della commissione referente sullo Ior. I passaggi chiave sono nella premessa. La commissione offrira’ ”il supporto tecnico della consulenza specialistica” per elaborare ”soluzioni strategiche di miglioramento, atte ad evitare dispendi di risorse economiche, a favorire la trasparenza nei processi di acquisizione di beni e servizi, a perfezionare l’amministrazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, ad operare con sempre maggiore prudenza in ambito finanziario, ad assicurare una corretta applicazione dei principi contabili ed a garantire assistenza sanitaria e previdenza sociale a tutti gli aventi diritto”. La volonta’ di papa Francesco e’ chiara: i dicasteri che gestiscono beni e investimenti e presentano voci di spesa vanno razionalizzati ma il Welfare vaticano non si tocca. Bisogna invece tagliare gli sprechi, vigilare su appalti e fornitori, operare negli investimenti senza opacita’. Sono interessati dal provvedimento l’Apsa, l’amministrazione del patrimonio della Sede apostolica con i suoi ingenti beni mobili e immobili, il Governatorato della Citta’ del Vaticano, l’amministrazione dello stato (dove sprechi e presunti casi di corruzione sono stati al centro di scontri accesi prima che Benedetto XVI rinunciasse al pontificato), il dicastero della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (ex Propaganda Fide) con il suo importante patrimonio immobiliare.

L’anno scorso, fino ad allora una sorte di corte dei conti, la Prefettura degli Affari economici, e’ stata rafforzata con poteri di indirizzo e programmazione. La commissione nominata dal Papa potrebbe indicare la necessita’ di proseguire sulla strada della centralizzazione dell’indirizzo e della programmazione economica e non e’ da escludere che il lavoro di riforma conduca a un accorpamento delle strutture. L’obiettivo, spiega infatti Papa Francesco nel chirografo, e’ la ”semplificazione e razionalizzazione degli Organismi esistenti e ad una piu’ attenta programmazione delle attivita’ economiche di tutte le Amministrazioni vaticane”. Al lavoro Bergoglio, a parte mons. Lucio Angel Vallejo Baldail segretario della Prefettura degli Affari economici, ha messo questa volta dei laici, quasi tutti europei. Il presidente e’ l’economista maltese Joseph F.X. Zahra, revisore internazionale della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede e membro del board della fondazione vaticana ”Centesimus Annus Pro Pontifice”. Ci sono poi il francese Jean-Baptiste de Franssu, amministratore delegato di un gruppo di investimento, il tedesco Jochen Messemer (anche lui revisore alla Prefettura), membro del board di una compagnia assicurativa, il francese Jean Videlain-Sevestre, lo spagnolo Enrique Llano, l’italiana Francesca Immacolata Chaouqui manager della Ernst&Young, e l’analista George Yeo, di Singapore. Mentre la Commissione sulle finanze iniziera’ i suoi lavori al piu’ presto e una prima riunione e’ prevista poco dopo il ritorno del Papa dal Brasile, e’ invece gia’ operativa quella che riferira’ sullo Ior, nei confronti della quale l’istituto vaticano e’ stato invitato alla collaborazione e alla disponibilita’.

L’attenzione continua comunque a essere puntata su ottobre quando ci si attende di vedere i primi provvedimenti esecutivi di papa Francesco e finalmente le prime nomine di peso, a partire dal nuovo segretario di stato. Prima di quell’appuntamento e’ difficile aspettarsi che Bergoglio proceda a nomine e avvicendamenti. Prima di scegliere le persone, il Papa vuole avere un quadro chiaro sulla nuova architettura che dovra’ assumere la Curia.