Quattro colpi al viso e alla testa e uno al torace. L’assassino e’ un sottufficiale della guardia di finanza, la vittima un impiegato comunale di Cerda, un paese del Palermitano che vive ancora i fasti della Targa Florio. Sono i protagonisti di un dramma d’amore e gelosia che si e’ consumato nei corridoi dell’ufficio tecnico del Comune sotto gli occhi di alcuni impiegati. Dopo avere ucciso il rivale, Calogero Cicero e’ corso a casa. Ha avvertito la sorella, poi ha chiamato i carabinieri per costituirsi. "Ho ucciso l’amante di mia moglie", ha detto consegnando la pistola d’ordinanza con la quale aveva fatto fuoco cinque volte su Vincenzo La Tona dopo una breve ma agitata discussione. La donna pero’ nega: non c’e’ stata alcuna relazione, solo qualche approccio, peraltro scoraggiato, da parte di La Tona.
Cicero e l’impiegato comunale sono coetanei: hanno entrambi 50 anni. Vivono nello stesso paese, anche se il sottufficiale presta servizio nella vicina Termini Imerese. L’uno e l’altro sono descritti come persone tranquille: piu’ pacato Cicero, padre di due figli, piu’ solare La Tona. "E’ un delitto per noi inspiegabile", ha detto il sindaco Giuseppe Ognibene.
Nessuno in paese avrebbe raccolto dicerie su una relazione tra la moglie del finanziere e l’impiegato. L’incubo di un tradimento ha avvelenato pero’ l’esistenza di Cicero che intorno alle 10,30 si e’ presentato all’ufficio tecnico. La Tona era appena rientrato dopo essere andato con un collega a prendere un caffe’. I due si sono incrociati in un corridoio, hanno cominciato a discutere animatamente, poi si sono udite solo le detonazioni. All’ufficio tecnico si e’ scatenato il parapiglia: stupore, grida, paura. Poi qualcuno ha chiamato il 118 e i carabinieri.
Quando gli operatori sanitari sono arrivati La Tona era ormai morto. Non e’ stato necessario dare la caccia all’assassino. Pochi minuti dopo e’ stato lo stesso Cicero a mettersi in contatto con i carabinieri per farsi arrestare. Ora e’ accusato di omicidio volontario. I carabinieri e il magistrato stanno ricostruendo le circostanze dell’incontro fatale per stabilire se c’e’ stata premeditazione. Al momento le testimonianze dei colleghi della vittima sono concordi su un punto: e’ stato Cicero a cercare La Tona. Si tratta di capire se lo ha cercato per discutere, e nella concitazione del confronto ha perso la testa, oppure se aveva gia’ deciso di farlo fuori.
































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