Nella rossa Piacenza 10mila euro l’anno per censire i piccioni – di Leonardo Cecca

Ancora non ho capito se l’Italia è un Paese di deficienti oppure un paese di furbi. Si continua a parlare di crisi finanziaria, di necessità primarie e poi gli Enti locali, chissà per quale arcano motivo, continuano a sperperare nel modo più vergognoso.

Nella rossa Piacenza, forse causa i primi freddi, che cosa si sono andati ad inventare di tanto urgente e necessario? Addirittura il censimento dei piccioni presenti in città: questa è infatti la proposta al centro di una delibera presentata in giunta dall’assessorato all’Ambiente. Lo studio verrà affidato all’Università degli Studi di Milano per tre anni per la modica spesa di 10 mila euro all’anno. Che l’idea sia venuta dopo aver visto il film "Totò truffa", dove c’è la scena dello zotico che conta i piccioni a piazza san Marco? Difficile saperlo.

Lo stesso assessorato ha fatto presente che analoga delibera verrà presentata per il censimento delle nutrie senza però specificare, in questo caso, se il censimento viene fatto in città o in campagna.

Pur ritenendo che sia utile conoscere a quanto ammonti la popolazione dei volatili e dei roditori, non credo che sia indispensabile conoscerne con esattezza il numero e, soprattutto, ricorrere ad enti universitari con conseguenti spese che, quando la gente muore di fame, sembrano solo una presa in giro ed un’offesa ai bisognosi.

Certo con amministrazioni del genere possiamo dormire sonni tranquilli, infatti viene da pensare che forse il prossimo anno faranno anche il censimento per le zanzare e, perchè no, per accontentare gli appassionati della pesca, anche quello dei pesci che frequentano le acque del Po. Viene da pensare che fare un censimento delle persone intelligenti nelle nostre amministrazioni, che comporti la spesa basata solo sul numero di quelli trovati con un coefficiente intellettivo appena normale, avrebbe un costo pari allo zero.