Prime proteste dell’anno per la presidente del Brasile, Dilma Rousseff, in occasione dell’inaugurazione dell’Arena das Dunas di Natal, settima struttura ad essere consegnata alla Fifa, in vista dei prossimi Mondiali di calcio. Almeno un centinaio di manifestanti ha atteso il capo di Stato, fuori dall’impianto sportivo, esibendo striscioni di critica ai costi della Coppa e all’assenza di investimenti nel settore pubblico. La Rousseff ha partecipato a una cerimonia ufficiale nello stadio insieme al segretario della Fifa, Jerome Valcke.
”Oggi stiamo dando un ulteriore passo verso la realizzazione della Coppa delle Coppe”, ha affermato la presidente della Repubblica via Twitter, aggiungendo che la prossima inaugurazione riguardera’ lo stadio Beira-Rio di Porto Alegre.
L’Arena das Dunas e’ costata 400 milioni di reais (circa 93 milioni di euro), praticamente tutti di provenienza statale, secondo dati del ministero dello Sport. Una cifra abbastanza modesta, se paragonata a quella faraonica investita per il Mane’ Garrincha di Brasilia (oltre mezzo miliardo di euro). Con l’aggravante di un terreno di gioco ancora sotto test: la Fifa e’ infatti preoccupata che il manto erboso possa sciuparsi prima del tempo. Il clima di festa a Natal e’ stato tuttavia interrotto a sorpresa dall’azione di alcuni dimostranti, che hanno sfilato pacificamente nei dintorni dello stadio. Il gruppo, con parecchi esponenti di sindacati e movimenti sociali, trasportava fantocci giganti con le sembianze della stessa Rousseff e della governatrice dello Stato locale (Rio Grande do Sul), Rosalba Ciarlini. Il tutto all’indomani dell’ultimatum lanciato da Valcke allo stadio di Curitiba, che per via dei forti ritardi rischia addirittura di essere escluso dalla lista delle 12 sedi del torneo mondiale.
In proposito, oggi gli organizzatori della Coppa hanno ammesso la possibilita’ di un ‘piano B’. ”La situazione e’ difficile”, ha dichiarato il presidente della Federcalcio brasiliana (Cbf) e del Comitato organizzatore locale (Col) dei Mondiali, Jose’ Maria Marin. ”Credo che i responsabili per l’opera a Curitiba debbano recuperare il tempo perso o, per la prima volta, la Fifa sara’ costretta a usare un piano B”, ha aggiunto Marin.
































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