Menia (CTIM), ‘fenomeno Isis è sfuggito di mano’

Due immagini emblematiche ci hanno colpito negli scorsi giorni. Quella miseranda di centinaia di profughi africani accalcati sugli scogli di Ventimiglia e quella drammatica e brutale degli europei assassinati sulla spiaggia dorata della Tunisia. Può esserci un filo comune che lega le immagini stesse? Se lo chiede il Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, nel fondo sul nuovo numero del mensile Prima di Tutto Italiani, foglio targato CTIM.

Menia osserva: "L’Europa ci paga due charter alla settimana per i rimpatri ma di “quote” in cui ripartire i migranti nei vari paesi europei non se ne parla proprio. E meno male che avevamo il ministro degli esteri europeo, l’ineffabile Mogherini. Intanto Alfano ci avverte che sui barconi che solcano il Mediterraneo e sbarcano sulle coste italiane ci sono, o potrebbero esserci, anche i miliziani dell’Isis e che nessuno può considerarsi immune dal pericolo. Personalmente non credo che abbiano bisogno di farsi una traversata stretti tra centinaia di disperati. Possono arrivarci più comodamente. Ai terroristi non mancano i soldi nè gli appoggi. Quel che, comunque, ci dice la strage sulla spiaggia in Tunisia è che il fenomeno Isis è sfuggito di mano. Alle cancellerie europee che spostano le lancette di decisioni strategiche e cambi di passo; ai cittadini che, ancora una volta, pagano in solitario il prezzo di gesti folli; ai media che dopo un titolo ad effetto non stimolano a sufficienza i governi".

Secondo Menia "Bruxelles e Francoforte stanno commettendo con l’Isis lo stesso errore commesso nei confronti dello tsunami economico-finanziario che si è abbattuto sull’Europa nel 2011. Prima una sottovalutazione figlia di poche analisi premonitrici, poi una medicina somministrata “alla giornata” che anziché curare i malati in alcuni casi li ha uccisi definitivamente; infine una delega in bianco ad altri affinché agiscano. Stesso scenario già visto in Libia, purtroppo. Il problema però è che i nodi stanno venendo (tutti) al pettine. E non ci potrà essere un prestito – ponte a dare ossigeno per qualche mese, ma occorrerà una risposta netta e una strategia chiara e lungimirante".

E conclude: "Ecco, la politica inizi a piantare un paletto: di buon senso, di ragionamenti e di poco allarmismo elettorale. La questione, da adesso in poi, riguarda proprio tutti. Anche quei signori che a Bruxelles continuano a rinchiudersi nelle loro stanze, lasciando Lampedusa sola al fronte".