Maltempo, mezzo milione di posti a rischio a causa di questa ‘pazza’ estate

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 09-08-2012 Roma Interni Ostia - Crisi stabilimenti balneari Nella foto: poche presenze sulle usualmente affollate spiagge laziali Photo Mauro Scrobogna /LaPresse 09-08-2012 Roma Politics Ostia - crisis on Lazio beaches In the picture: few appearances on the usually crowded Lazio beaches

"Agricoltura e turismo stanno pagando pesantemente il costo di una pazza estate per colpa del maltempo e che mette a rischio almeno mezzo milione di posti di lavoro". E’ quanto stima la Coldiretti in riferimento ai ripetuti eventi meteorologici che a macchia di leopardo stanno bersagliando le coltivazioni agricole e rendendo difficile la vita alle strutture ricettive turistiche.

"L’occupazione stagionale – osserva la Coldiretti – e’ a rischio per gli stagionali agricoli, ma anche per tutti quei profili professionali utilizzati dalle strutture turistiche come cuochi, camerieri, addetti all’accoglienza, all’informazione, ai servizi e all’assistenza alla clientela".

I temporali e le grandinate, "oltre a ritardare le partenze per le vacanze e tagliare le gite in giornata lasciando piu’ vuoti, nelle principali localita’ turistiche, alberghi, ristoranti, ombrelloni e centri di divertimento, hanno anche distrutto numerose coltivazioni cerealicole, orticole e frutticole e, come conseguenza delle basse temperature – sottolinea la Coldiretti – hanno cambiato le abitudini alimentari con un minor consumo di prodotti stagionali, dai gelati alla frutta che registrano quotazioni del tutto insostenibili per i produttori agricoli".

Gli effetti si fanno sentire anche sulla produzione agricola con i prezzi all’azienda agricola che all’inizio di luglio, secondo l’Ismea, "hanno perso oltre il 34% rispetto allo stesso periodo del 2013 mentre va ancor peggio per i prezzi all’origine delle nettarine, con riduzioni anche del 40% rispetto al valore a luglio dello scorso anno". E la situazione e’ peggiorata e si e’ estesa ad altre coltivazioni come le susine i meloni ed i cocomeri con quotazioni che – conclude la Coldiretti – non consentono neanche di coprire i costi di raccolta".