Made in Italy, Nissoli (Pi): istituire ufficio anticontraffazione presso sedi diplomatiche

La Camera ha approvato la mozione della deputata Fucsia Fitzgerald Nissoli n. 1-00527 nel testo riformulato contenente iniziative da porre in essere sul piano internazionale come quella di procedere nell’istituire, "presso ogni Paese nel quale vi è un’intensa attività di contraffazione made in Italy, di un ufficio anticontraffazione presso le rappresentanze diplomatiche italiane in loco, con il compito precipuo di tutelare i diritti delle nostre imprese".

Inoltre, tale mozione ha impegnato il governo, tra gli altri punti, "ad assumere ogni iniziativa di competenza per rilanciare e valorizzare i prodotti italiani di qualità nel mondo; ad implementare il sostegno alle piccole e medie imprese, espressione dell’eccellenza italiana, nel processo di internazionalizzazione ed a valorizzare l’associazionismo italiano all’estero quale strumento di promozione dell’autentico made in Italy" e ad "implementare il sostegno alle piccole e medie imprese, espressione dell’eccellenza italiana, nel processo di internazionalizzazione ed a valorizzare l’associazionismo imprenditoriale all’estero quale strumento di produzione dell’autentico made in Italy".

Infatti, la deputata Nissoli (PI), intervenendo per dichiarazioni di voto a nome del Gruppo parlamentare "Per l’Italia", ha ricordato le richieste fatte al governo, contenute nella mozione di cui è prima firmataria, centrate, oltre che sull’impegno da assumere "in seno al Consiglio Ue per arrivare al più presto all’approvazione del regolamento recante la disciplina sul made in", anche su questioni attinenti l’attività delle nostre istituzioni in sede estera atte a tutelare il made in Italy, "richieste – spiega una nota – frutto della sensibilità di chi vive all’estero e vede la contraffazione dei nostri prodotti come un attacco alla propria identità culturale".

La deputata ha sottolineato il ruolo fondamentale del territorio per il prodotto enogastronomico di qualità, una opportunità preziosa per il nostro Paese, infatti ha precisato: "L’Italia ha questa grande opportunità, oltre alla tecnologia, alla scienza, all’arte, ha quel di più di cui gli altri Paesi non possono godere e che deve essere valorizzato nel nostro export, anche attraverso una filiera che garantisca la qualità e riduca al minimo le manovre di contraffattori e truffatori. Una filiera che trova nel ristorante italiano di qualità la sua espressione ultima proteggendo dalla concorrenza sleale chi investe nella ristorazione di qualità".

Infine, dopo aver richiamato il valore del know-how italiano e la sapienza imprenditoriale che ci caratterizza ed aver precisato il significato economico della rete della ristorazione italiana nel mondo, ha evidenziato il fatto che "il made in Italy è attrattivo perché attrattiva è la nostra cultura". Ed esortando il Governo "a serrare le fila ed a lavorare per tutelare" il made in Italy, "oltre che promuoverlo nei vari contesti interni ed internazionali" ha chiesto il sostegno alla mozione di cui è prima firmataria facendo notare che sostenere il made in Italy significa anche tutelare il "nostro patrimonio culturale".