Made in Italy, la Russia corteggia le imprese alimentari italiane: ‘venite qui’

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Governo e regioni russe corteggiano l’agroalimentare italiano sollecitando localizzazioni e investimenti con gli incentivi per l’import substitution, il piano federale per sostituire i prodotti importati dall’estero, compresi quelli agroalimentari embargati da Mosca in risposta alle sanzioni occidentali per la crisi ucraina.

”Una politica che faremmo comunque, a prescindere dal quadro reciprocamente sanzionatorio, perche’ lo sviluppo di questo settore e’ una nostra priorita”’, ha spiegato ieri sera il vicepremier russo Arkadi Dvorkovich ad una folta platea di imprenditori italiani, ospite dell’evento ”Oltre Expo 2015: nuove opportunita’ di cooperazione tra Italia e Russia nel settore agroalimentare”, organizzato dall’ambasciata italiana.

”Possiamo farlo da soli o, piu’ velocemente e meno onerosamente, con partner stranieri, a partire da voi italiani”, ha spiegato Dvorkovich riconoscendo l”’eccellenza” del Belpaese nell’agroalimentare, dispiegata anche in un Expo ”di successo”. ”Se non investite qui, rischiate di uscire dal mercato o di perdere quote perche’ se non lo fate voi lo fara’ qualcun altro”, ha ammonito, auspicando comunque la rapida fine delle sanzioni. Per ora pero’ niente sconti all’Italia, ha ribadito, quando Vittorio Torrembini, di Gim Unimpresa, ha suggerito di escludere dall’embargo almeno i prodotti Dop e Igp, come il parmigiano, di cui in Russia sono apparse alcune ”repliche” grossolane.

”Sulle sanzioni il primo passo tocca a voi europei”, ha sottolineato il vicepremier, che ha invece raccolto la proposta di elaborare una classificazione del grano duro e un’analisi di mercato sui prodotti di cui c’e’ una domanda certa per agevolare localizzazioni ed investimenti stranieri. Quindi ha illustrato gli incentivi: parziale copertura dei tassi di interesse (in modo che non superino il 5%) e rimborso del 20%-25% degli investimenti diretti, oltre alla garanzia di tutte le infrastrutture necessarie al progetto. Dvorkovich ha evocato opportunita’ di jv anche per la produzione di carne da esportare verso Asia e Cina.

La nuova filosofia di approccio al mercato russo e’ stata incoraggiata anche dall’ambasciatore Cesare Ragaglini: ”non possiamo nascondere le attuali difficolta’, soprattutto nel settore agroalimentare, ma il piano governativo per l’import substitution apre nuove possibilita’, bisogna sostituire o affiancare al ‘made in Italy’ il ‘made with Italy”’, ha spiegato, citando due casi di successo come lo sbarco del gruppo Cremonini (carni) e l’imminente apertura di uno stabilimento della Barilla il 25 settembre. ”Al padiglione della fiera Word Food in corso a Mosca – ha aggiunto – il numero delle aziende italiane e’ raddoppiato, il nostro e’ il padiglione europeo piu’ grande, c’e’ una immutata fiducia verso la Russia: quella degli imprenditori non e’ una scommessa, un azzardo, ma un investimento per il futuro”. Gli ha fatto eco Paolo Celeste, direttore dell’Ice di Mosca.

”Certo, nei primi sei mesi del 2015 l’interscambio con la Russia e’ calato del 16,3%, il nostro export e’ calato del 24,4%, ma manteniamo le nostre posizioni in classifica e non siamo quelli piu’ danneggiati dalle sanzioni”, ha sostenuto. ”Il settore agroalimentare resta quello piu’ negativo, con un crollo del 41,8%, ma l’Italia rimane comunque al primo posto come esportatore di vino e pasta, al secondo per le acque minerali e altre bevande analcoliche, al terzo per prodotti da forno e al quarto per il caffe”’, ha aggiunto, illustrando il ”piano di attacco” al mercato russo con missioni, fiere, il lancio di un nuovo logo, l’elaborazione di una nuova guida agli investimenti e varie promozioni, tra cui i 180 operatori russi invitati all’Expo. L’invito ad investire nell’agroalimentare russo, ”un settore che da anni cresce in modo stabile e continuo”, e’ stato lanciato anche dal viceministro dell’agricoltura Serghiei Levin e dalle autorita’ di alcune regioni russe invitate all’evento, tra cui quelle di Stavropol, Belgorod e Orenburg. Presente anche l’assessore lombardo all’agricoltura Gianni Fava, che ha auspicato il superamento delle sanzioni e promesso l’attenzione della regione piu’ agricola d’Italia per il piano russo di import substitution.