M5S, Grillo attacca Napolitano: ‘a gennaio richiesta di impeachment’

Beppe Grillo, in un post sul suo blog pubblicato ieri e titolato "Merry Christmas, mister President", torna a puntare il dito contro il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e scrive: "C’era una volta… un re, direte voi. No, c’era un presidente della Repubblica. In quel Paese la monarchia non esisteva da tempo. Questo presidente era un uomo molto anziano, con le fattezze di un re scomparso. Il suo portamento, nonostante l’incedere dell’eta’, era regale, altero. Pur non essendo un re, regnava come un re. Viveva in una reggia che superava per sfarzo i palazzi dei reali d’Europa".

"Come un regnante nominava i suoi primi ministri – continua il leader del Movimento 5 Stelle – sempre pero’ con il massimo rispetto delle istituzioni repubblicane, da lui perfettamente incarnate. La vita del presidente si era svolta da sempre nei palazzi del regno – prosegue Grillo -, pardon della Repubblica, sin dalla sua giovinezza. La sua presenza in quei luoghi datava ad anni lontani quando la maggior parte dei suoi sudditi, pardon cittadini, non erano ancora nati e regnava su tutte le Russie un tiranno di nome Stalin che, per alcuni, era un sincero democratico. Il vecchio signore era una presenza intramontabile. Rassicurante. La parola del presidente era sacra, inviolabile, non poteva essere udita dai magistrati. Quando cio’ accadeva e una sua conversazione con un indagato veniva registrata, il presidente faceva cancellare i nastri. Il suo nome, come quello di Dio, non poteva essere nominato invano neppure nelle assise parlamentari – aggiunge il leader del MoVimento 5 Stelle -. Il presidente non aveva data di scadenza, pur prevista nella Costituzione, e si faceva rieleggere, per il bene del Paese. Alla sua seconda rielezione contribui’ un signore pluri indagato, pluri processato, che venne condannato in via definitiva e poi allontanato dal Senato".

"Ma il vecchio presidente come poteva saperlo? Era quasi immortale, da lui pero’ non si poteva pretendere anche l’onniscienza. Che sapesse cio’ che tutti sapevano. Il presidente si credeva indispensabile, unico baluardo prima dello sfascio della nazione, argine insostituibile – scrive ancora Grillo -. Si circondava, come un vero re, di corti di saggi scelti con estrema oculatezza che avrebbero dovuto riscrivere le regole. Dettava le condizioni del suo permanere ai primi ministri, ridotti alla stregua di gran ciambellani. Piu’ invecchiava, piu’ capiva che lui, solo lui, poteva invertire un percorso che si annunciava autodistruttivo. Non capiva percio’ la contrarieta’ e perfino l’astio che molti dei cittadini gli rivolgevano. E’ vero che non si era opposto energicamente ad alcune leggi vergogna, come il lodo Alfano che persino un bimbo avrebbe bocciato come incostituzionale e che si era preso liberta’ che sconfinavano dal suo ruolo, ma era per il bene supremo del Paese”.

“Ogni anno a Capodanno, da tempo immemore, il presidente faceva un discorso al popolo. Questa tradizione si ripete forse l’ultima volta – conclude Beppe Grillo -. A gennaio lo aspetta una richiesta di impeachment per la sua decadenza. Un atto spiacevole verso chi ha dedicato la sua intera esistenza alla patria. Un atto da parte di una forza politica a lui forse ignota, della cui presenza non si era accorto, il presidente non sentiva infatti i boom. L’impeachment e’ un atto d’amore per consentirgli di godere un meritato riposo con la sua famiglia e di trascorrere serene giornate sulle panchine del Pincio con dei vecchi amici. Chissa’ se ringraziera’. Merry Christmas, mister President".

LE REAZIONI Fabrizio Cicchitto, esponente NCD, in una nota afferma: "Nell’esprimere la nostra piena solidarieta’ a Napolitano di fronte agli attacchi scomposti di Grillo dobbiamo anche dire che in essi c’e’ una logica che non va sottovalutata. Infatti, Grillo – che tanti hanno pensato e pensano scioccamente di poter usare, da Bersani ieri a Renzi e Berlusconi oggi – ha una lucida volonta’ eversiva nei confronti del sistema in quanto tale e ovviamente nei confronti sia del Pd, sia di Fl. Ora, di fronte ai tanti errori commessi specie in questi ultimi due anni sia dal Pd che dal Pdl, dobbiamo dirci che in questo periodo la tenuta delle istituzioni e’ dovuta proprio a Giorgio Napolitano, non a caso fatto segno di attacchi durissimi provenienti da varie parti. Malgrado la divisione intervenuta per motivi assai seri e giustificati, vista la deriva estremista che nel corso di questo periodo ha sempre piu’ ispirato Forza Italia, se potessimo dare ancora un suggerimento amichevole a Silvio Berlusconi, gli sconsiglieremmo vivamente di convergere in un fronte anti-Napolitano. Le dissennatezze sugli impeachment le lasci ai ben noti estremisti che purtroppo lo circondano".

Per Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato, "gli attacchi di Grillo a Napolitano sono solo il segno di un’impotenza politica e il tentativo di mitigare la delusione dei suoi stessi elettori. Tutte le persone ragionevoli sanno perfettamente che il Presidente Napolitano svolge un ruolo autorevole, di guida e di equilibrio in un Paese travagliato da mille difficolta’. Di questo la maggioranza silenziosa degli italiani gli e’ senz’altro grata".