Ludopatia, ne soffre quasi un milione di italiani. Ma lo Stato ci guadagna

Nel nostro paese continua ad essere attivo il dibattito politico che vede al centro il gioco d’azzardo, insieme alle possibili soluzioni da adottare per limitare quel fenomeno, noto col termine di ludopatia, che attanaglia e semina moltissime vittime nella Penisola.  

L’eco delle iniziative, da parte delle regioni italiane, si trascina dal 2012, quando queste avevano cercato di adottare regolamenti e misure per contrastare il fenomeno e limitare le attività ad esso legate.

In Italia si contano 800.000 ludopatici, e 2 milioni di persone a rischio dipendenza, tra cui rientrano anche moltissime donne. Un fenomeno che si pensa riguardi solo la sfera maschile, ma che nel 2013 ha visto eguagliare la percentuale riferita a entrambi i sessi.

Nonostante iniziative, disegni di legge, regolamenti regionali, continua ad emergere l’incoerenza dello Stato italiano nei confronti del fenomeno, e ciò che ci risulta ad oggi è un insieme di azioni e iniziative che sembra non abbiano portato alcuna svolta alla situazione d’emergenza, ragion per cui “è opportuno – ha dichiarato l’on. Paola Binetti –
che il Ministero dell’economia e delle Finanze effettui specifici studi e valutazioni di competenza circa il reperimento e l’impiego di significative risorse destinate a sostenere una forte azione di contrasto alla dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, che appaiono sempre più necessarie ed urgenti. Ad oggi però, purtroppo, non è stato fatto nessuno sforzo efficace”.

Proprio in questi giorni, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha cercato di dare una risposta all’interrogativo dell’onorevole, affermando che è molto difficile determinare il numero delle risorse utili a contrastare il fenomeno della ludopatia nel nostro paese, dal momento che “non appare ben definita, in realtà, la dimensione del fenomeno della dipendenza  dal gioco d’azzardo”.

Nella legge di Stabilità erano stati assegnati al Servizio Sanitario Nazionale 50 milioni da destinare al trattamento e prevenzione delle malattie legate alla dipendenza dal gioco d’azzardo. A partire da quest’anno e fino al 2017, è previsto lo stanziamento  di un milione di euro per la creazione di un software che avrà la duplice funzione di controllare le persone a rischio e permettere ai giocatori stessi di valutare il loro livello di dipendenza, monitorando quindi il loro comportamento.

La Binetti, dimostrandosi alquanto scettica sulla questione, e criticando la decisione del governo che ha  rinunciato alla pubblicazione del decreto sulla riforma dei giochi, si chiede che fine faranno le decisioni prese nella Legge di Stabilità, considerando anche i 500 milioni di euro che “sarebbero serviti per sostenere i costi dell’Osservatorio sulle patologie relazionate al gioco d’azzardo”. Sottolinea inoltre che la mancanza di un riferimento legislativo chiaro rischia di veder vanificati gli interventi messi in atto fino ad ora, favorendo inoltre il sorgere di un ulteriore problema che è quello del gioco d’azzardo legato alla criminalità organizzata. “Chi si ammala, non è consapevole della differenza tra gioco legale e illegale, e le iniziative del governo in questi termini non si presentano così efficaci. Abbiamo lavorato per un anno ad una legge che non ha portato a niente”.

Il ministro ha ribadito l’impegno del governo di non voler trascurare in assoluto il fenomeno, che verrà continuamente monitorato in collaborazione con il Ministero della Salute, elaborando ulteriori possibili soluzioni.