"La stabilita’ e’ essenziale per la competitivita’", soprattutto ora che "la tempesta dell’emergenza finanziaria" e’ piu’ lontana e finalmente si possono prendere decisioni "a medio e lungo termine". Il premier Enrico Letta gioca d’anticipo e a quell’Europa che negli ultimi tre anni ha visto arrivare da Roma tre diversi presidenti del consiglio, sempre rimproverati per la carenza di riforme strutturali, sottolinea l’importanza della stabilita’ e di una legge elettorale in grado di garantirla. Tanto che lo stesso patto di coalizione puo’ essere siglato solo quando sara’ chiaro e senza nubi l’iter della riforma elettorale. Letta rassicura cosi’ i partner europei, incontrati a Bruxelles a pochi giorni dalle dimissioni di un suo ministro, mentre da Roma arriva la "buona notizia" dell’accordo raggiunto tra Renzi e Berlusconi sulla legge elettorale. E ostenta sicurezza sul futuro del suo esecutivo, assicurando che nel 2014, anche grazie alla stabilita’, la crescita ci sara’ e sara’ "almeno dell’1%".
Del resto, come le turbolenze politiche italiane che rallentano le riforme vengano viste a Bruxelles, lo chiariscono le parole del presidente della Commissione Ue Jose’ Manuel Barroso, che pur elogiando l’Italia per i progressi fatti, assicura che "i dubbi negativi" sul paese da parte di investitori e cittadini "persistono": serve una "stabilita’ strutturale", dice, da raggiungere "con misure a lungo termine perche’ gli altri partner ritrovino la fiducia".
Insomma, l’Italia deve andare avanti senza mostrare "tentennamenti" e lo deve fare in modo serio, costante e a lungo termine perche’, Barroso ne e’ convinto, "e’ ancora vulnerabile". Il "tallone di Achille", come l’ha definito lo stesso Letta, e’ la disoccupazione, problema che resta la priorita’ non solo in Italia ma in tutta Europa dove, secondo l’allarme lanciato ieri da Christine Lagarde, ci sono 20 milioni di disoccupati. Tema che verra’ affrontato a luglio a Roma dove verra’ organizzato un summit tutto dedicato all’occupazione giovanile. Ma un’altra "importantissima" occasione per "creare posti di lavoro" e "mostrare l’Italia al mondo" sara’ l’Expo di Milano 2015 che, ha precisato Letta, sara’ un Expo’ europeo e non solo italiano. I riconoscimenti al lavoro svolto da Letta non mancano: il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy gli ha fatto i complimenti per la sua leadership e lo stesso Barroso ha riconosciuto che l’Italia "ha fatto grandi passi sul fronte della crescita grazie alle riforme che cominciano a dare frutti, al lavoro sulla garanzia dei giovani, al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, alle privatizzazioni e alla spending review". Ma se il paese vuole di mostrare di poter guidare al meglio l’Ue, in occasione del semestre italiano, deve avere, come ha detto lo stesso Letta, "conti in ordine, infrazioni in via di soluzione e, ancora una volta, stabilita’".





























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