Legge elettorale, Ceccanti: voto a maggio complicherebbe le cose

Secondo Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex senatore Pd, l’ipotesi di andare a votare a maggio rischierebbe solo di complicare ancora di più le cose, come spiega in una intervista al Mattino: "Votare in primavera, partendo da risultati inevitabilmente diversi tra Camera e Senato, riproporrebbe l’esigenza di rifare le larghe intese. Se vogliamo davvero una soluzione che non ci lasci ancora con questa spada di Damocle sulla testa bisogna procedere in parallelo. Affiancare cioè il percorso per la riforma elettorale a quello per la riforma del Senato. Un accordo in parallelo eviterebbe il rischio di non riuscire a voltare completamente pagina".

Sostiene che anche ristrutturando il Mattarellum i tempi non ci sarebbero: "Bisognerebbe prima procedere alla modifica dei collegi per prendere atto alla luce del nuovo censimento che la composizione della popolazione è mutata. Non basterebbero due mesi, quindi anche con questa ipotesi molto probabilmente non si potrebbe tornare alle urne a maggio".

Il ritorno alle preferenze può aiutare a stringere l’accordo tra Pd e Ncd? “Al di là dell’aspetto politico, bisogna comunque intervenire sui collegi. Mi spiego: nella sua pronuncia, la Corte costituzionale sembra avere stoppato le liste bloccate ma per vincere con le preferenze nelle circoscrizioni bisogna che il candidato faccia la "guerra" ai suoi stessi colleghi di lista. La cosa ovviamente ha anche un costo non irrilevante. Il problema si supererebbe con il ricorso ai collegi uninominali che esprimerebbero una parte degli eletti con liste bloccate molto corte. Un sistema simil-tedesco, insomma, potrebbe funzionare".