Lega, Salvini: chiudere i centri sociali, basta linciaggi

"I contestatori non mi fanno paura. Ed io invece di diminuire i miei comizi, li raddoppierò. Raddoppierò i miei incontri in pubblico per dire agli italiani le mie proposte politiche. Le dico anche che i centri sociali, mi riferisco a quelli più violenti ed a quelli abusivi, dovrebbero essere sgomberati e chiusi. Da lì spesso partono gli sfasciavetrine. Alcuni di questi centri sociali, poi, usufruiscono pure di danaro pubblico. È noto ed è arrivato il tempo di dire basta". Così il leader della Lega Nord Matteo Salvini, in una intervista al Tempo, dopo gli scontri ai comizi in Toscana.

Salvini aggiunge in una intervista al Corriere della Sera: "Ho le idee chiare e non vedo l’ora di metterle in pratica, una volta al governo. Però mi creda: prima di quel giorno vorrei non essere costretto a schivare sassi, ortaggi, uova e bombe carta. Per questo le Regionali saranno un referendum: tra democrazia e protettori armati del renzismo", "ci sono persone armate di sassi, randelli, bombe carta e altro. E con quell’attrezzatura, fanno il gioco del presidente del Consiglio. Non credo che ci sia un suo ordine. Ma ottengono il risultato, ogni volta, di non consentire di parlare dei problemi veri e drammatici, ma soltanto dei disordini. Di certo, questi disadattati sono organizzati e protetti dalla sinistra. Peccato che abbiano fatto male i loro calcoli. Ai miei comizi c’è sempre una marea di persone". E in una intervista a Libero sostiene che ormai fatica a trovare spazi per i suoi comizi: "Per un aperitivo in Versilia abbiamo contattato quattro locali diversi: tutti temevano scontri. A Pisa un albergatore ha dovuto negarci la sala perché ha detto di aver subito minacce. Sarebbero venuti a distruggergli il locale", "se tirassero un pop corn contro Renzi, Aliano o la Boldrini non esiterei a difenderli subito. La violenza va condannata senza se e senza ma", "ho incontrato e sto incontrando migliaia di cittadini. Per questo la sinistra ha paura. Teme di perdere in Liguria, Umbria, Toscana. Mi auguro che tutti gli elettori non di sinistra votino il 31 maggio. Spero che neanche un lettore di Libero resti a casa. Sarà un referendum. Possiamo mandare a casa il governo".

Al Tempo, Salvini spiega: "La Francia negli ultimi giorni ha respinto oltre mille immigrati che si erano presentati alla frontiera rispedendoli in Italia. La Francia fa il suo lavoro, l’Austria anche. Non è solo l’Europa – che è un disastro – il problema. Ma lo è anche l’incapacità del Governo italiano di adottare politiche serie sul tema immigrazione. La Francia e gli altri paesi fanno i loro interessi nazionali, noi no. Perché noi non possiamo rispedire indietro gli immigrati irregolari che varcano le nostre frontiere, come fanno i francesi o gli austriaci?".

Il leader del Carroccio annuncia che il 24 maggio sarà in Veneto, sul Piave in occasione del centesimo anniversario del "non passa lo straniero": "Accadeva un secolo fa. Oggi invece in Italia entrano tutti, a notte, gli stranieri. Noi abbiamo deciso di manifestare in un luogo simbolico per dire basta". E rincara la dose in una intervista a Libero: "Il 31 maggio si vince, Alfano va a casa e carabinieri e polizia tornano a fare il loro lavoro visto che ci sono direttive dall’alto che li bloccano", "la gente mi dice di andare avanti, a Ventimiglia una signora mi ha raccontato di essere scesa in cantina per prendere l’olio e s’è ritrovata un clandestino che stava dormendo. E’ ora di dire basta". Inoltre ribadisce in una intervista al Corriere della Sera: "Con quattro milioni di italiani in difficoltà, credo non possiamo permetterci di pagare le bollette di immigrati e rom. I campi rom abusivi andrebbero, appunto, spianati per trasformarli in spazi utili a tutti".

Salvini commenta l’annuncio di Renzi della restituzione di 500 euro a circa 4 milioni di pensionati. Per Salvini Renzi "è un Presidente del Consiglio fuorilegge, non eletto dai cittadini: deve capire che ai pensionati deve restituire tutto e subito, non un pochino, andandolo ad annunciare in televisione".

Poi lancia una sfida al premier: "Renzi ti sfido ad un duello in televisione. Un faccia a faccia su tutti i temi sul tavolo m questo momento: tasse, immigrazione, scuola, lavoro e pensioni. Renzi, accetti?". E parla anche della Rai: "Abbiamo l’informazione più asservita d’Europa e la Rai, non da oggi per la verità, è un servizio pubblico di Governo. Ma a Renzi non basta controllare il 90% della tv pubblica, essendo arrogante, lui vuole il 100%. Ecco allora che propone la riforma Rai. Lascio ai singoli giornalisti ed alla loro etica ed indipendenza la libertà di dire no all’esser servili".