Lega Nord, Davico: non è più la Lega in cui ho creduto

"Devo lasciare il movimento in cui mi sono battuto per vent’anni, convinto che potesse portare libertà, rispetto delle identità. Se ora, invece, invita i ‘forconi’ a occupare le aule o stringe alleanze europee con la Destra estremista di Marine Le Pen, allora non è più la Lega in cui ho creduto". Così, in una intervista alla Stampa, Michelino Davico, ex sottosegretario ed ora ex senatore leghista. Spiega quindi perché ha votato la fiducia a Letta, contro le indicazioni del partito: "Per senso di responsabilità. In un momento critico come questo è indispensabile che chi può sia messo nelle condizioni di fare le riforme attuabili, pur se incomplete", "chi mi ha insultato, chi ha cercato di mettermi le mani addosso. E chi, come l’amico Calderoli, mi ha allungato denaro come se avessi tradito. I commessi del Senato, dopo il mio intervento, si sono offerti di scortarmi fuori! Mi ha commosso la solidarietà di alcuni ministri".

Il giorno dopo dice di aver ricevuto anche "minacce di morte via Facebook. Telefonate e lettere anonime, anche alla mia famiglia. Stanno per partire querele". E alla presidente della Provincia di Cuneo, Gianna Gancia, che l’ha invitato a dimettersi replica "Se devo dimettermi, lo faccia anche chi, in Piemonte, è sotto inchiesta per Rimborsopoli.". Passerà con Ncd? "Sono uomo di centrodestra da sempre. Per ora credo passerò nel Gruppo Misto. Sto valutando".