Le 3 piaghe d’Italia (inflitte da Napolitano) – di Leonardo Cecca

Con le 10 Piaghe d’Egitto ci si riferisce a quelle punizioni che, secondo la Bibbia, Dio inflisse agli Egizi prima che Mosè liberasse gli Israeliti dalla schiavitù. Ora con le 3 piaghe d’Italia ci possiamo riferire ai tre governi del presidente Napolitano per ridurre gli italiani in balia di mascalzoni e schiavi degli immigrati.

Tra tante nefaste misure prese basta solo menzionare l’abolizione del reato di clandestinità e la depenalizzazione dell’omissione di soccorso. Con la prima siamo diventati terra di conquista e con la seconda la terra dove mascalzoni incalliti possono scorazzare impunemente, tanto che "nella patria del diritto" non è contemplato l’omicidio stradale. Con tali provvedimenti però è stato raggiunto, senza spese dello stato, l’obiettivo di rendere più vivibili le carceri. Ci stanno proprio svendendo alla criminalità ed agli immigrati, che qualcuno, che occupa le sedie dorate e che impegna 25 poliziotti per la sua scorta, invita a venire da noi.

I due reati menzionati fanno parte di un elenco di ben 112, certamente meno gravi ma che, nel complesso, fanno del provvedimento preso una scelta devastante.

Un solo provvedimento dei tre governi è stato positivo: l’aumento indiscriminato delle tasse soprattutto per quanto riguarda la casa. Tali tasse, pur se hanno portato al blocco dell’edilizia, al fallimento di molte ditte hanno però portato anche a limitare l’abuso edilizio in generale e in particolare in zone a rischio idrogeologico. Vabbè, si potrebbe obiettare che i traguardi raggiunti si potevano raggiungere con politiche più serie e degne di un paese civile e che vanta di stare tra i grandi del pianeta, ma, ahimè, con le persone che occupano e/o hanno occupato la poltrona del Quirinale e di Palazzo Chigi (comunisti, parolai capaci solo di fare i venditori di lacci da scarpe nelle fiere, sospettati di aver messo in atto un complotto politico, gente che spara fregnacce come se fossero bruscolini), cosa ci si può aspettare? Anzi, ci è andata fin troppo bene.

Altra cosa che mi lascia alquanto perplesso circa la serietà dell’attuale esecutivo è che mentre divulga ogni tre per due la diminuzione della spesa pubblica, la quale in realtà aumenta, stanzia 110 milioni per Roma Capitale che si aggiungono ai 500 già previsti e 200 milioni per l’accoglienza degli immigrati. Ennesima vergogna che un governo che ha aumentato le pensioni minime di 6 € doveva per un minimo di dignità evitare, ma la dignità purtroppo è merce rara.