Lavoro, Epifani: reintegro deve restare

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 17-06-2013 Roma Politica RaiUno - Trasmissione tv "Porta a Porta" Nella foto Guglielmo Epifani (segretario Pd) Photo Roberto Monaldo / LaPresse 17-06-2013 Rome Tv program "Porta a Porta" In the photo Guglielmo Epifani

"Le voci di scissione nel Pd sono una sciocchezza, roba inesistente. Ma non giova a nessuno accentuare lo scontro e sarebbe un errore gravissimo non trovare un’intesa sul Jobs act". Lo afferma Guglielmo Epifani in una intervista a Il Corriere della Sera nella quale l’ex segretario della Cgil e del Pd sottolinea che "la riforma del lavoro, tema su cui si dibatte da decenni, va affrontata. Serve un mercato del lavoro più moderno, equo e inclusivo. Cominciando dagli ammortizzatori sociali, che devono arrivare a coprire in maniera non occasionale le persone che hanno contratti di lavoro precario. Diritti che vanno estesi a maternità e salute". E sull’articolo 18 dice: "È diventato il problema dei problemi, quando invece è un tema, importante come gli altri. La via maestra è quella del contratto di lavoro a garanzie crescenti, una proposta lanciata da Boeri tanti anni fa e ripresa da Damiano e Madia. Ha il pregio, se si riducessero i contratti a quattro o cinque tipologie, e su questo la delega non è chiara, di semplificare le modalità di assunzione".

Epifani sostiene che superato il periodo di prova di tre anni, il reintegro deve rimanere "magari affinandolo. Per tre motivi: è previsto in molti ordinamenti europei, a cominciare dalla Germania; l’abbiamo modificato in modo restrittivo solo due anni fa; infine, se lo togliessimo, finiremmo per dividere nella stessa azienda lavoratori assunti in tempi diversi. Cosa che è contro il buon senso, contro l’interesse dell’azienda e contro la Costituzione".

"Penso che su un tema come questo, sarebbe molto più utile non attribuire qualifiche e restare nel merito. Quanto a Renzi non faccio il processo alle intenzioni, bisognerebbe chiedere a lui. Ma il problema, ripeto, è solo il merito", "non mi posso nascondere dietro un dito essendo stato per anni il segretario della Cgil. Il sindacato ha avuto i suoi ritardi e le sue difficoltà. Ma resto dell’opinione che ha lavorato per salvare il Paese e ridurre le disuguaglianze".

A Matteo Orfini secondo cui "i sindacati si sono voltati dall’altra parte" mentre si facevano leggi sbagliate risponde: "Mai, non ci siamo mai voltati. Possiamo non avercela fatta a ridurre le disuguaglianze, è un limite della nostra azione, ma è un altro conto. Le responsabilità vere sono di altri e non hanno fatto le stesse politiche i governi di centrodestra e quelli di centrosinistra".