Lavoro, Capezzone (Fi): ‘riforma non c’è, è scritta sull’acqua’

"La riforma del lavoro non c’e’. E’ scritta sull’acqua. E’ ambigua e aperta alle piu’ varie interpretazioni, tutte affidate al futuro decreto delegato (che nessuno sa come e quando sara’ scritto). Da opposizione riformatrice, se il Governo fosse stato serio, saremmo stati pronti a votare una vera riforma del lavoro. Non la fiducia al Governo Renzi, naturalmente, ma la legge, se fosse stata una vera riforma, positiva per il Paese, in grado di aiutare i giovani e i meno giovani a trovare un lavoro". Lo afferma in una nota Daniele Capezzone, Forza Italia, presidente della Commissione Finanze della Camera.

"A Renzi diciamo: benvenuto nel XXI secolo, ma deve avere il coraggio di andare fino in fondo. Non solo a parole, anche nei fatti. E nei fatti (il testo che e’ all’esame del Senato), non possiamo votare una cambiale in bianco, una delega troppo vaga, ambigua, che non riforma nulla e che nei decreti attuativi puo’ trasformarsi addirittura in una controriforma, in un passo indietro – prosegue -. Nel nostro partito alcuni hanno legittimamente e in buona fede sperato che Renzi avesse il coraggio di andare fino in fondo, invece come personalmente temevo dall’inizio, Renzi ha ceduto: con la conferma del reintegro non solo nei casi di licenziamento discriminatorio – dov’e’ sacrosanto – ma anche per quelli di natura disciplinare, ha siglato un compromesso al ribasso con i sindacati e la vecchia sinistra del suo partito".

"E in pratica, rientra dalla finestra cio’ che si era appena fatto uscire dalla porta: cioe’ tutta l’incertezza e l’imponderabilita’ causata da un’ampia discrezionalita’ dei giudici nell’applicazione della norma. Un compromesso che tra l’altro verra’ formalizzato in un testo solo nei decreti attuativi, quindi potrebbe ulteriormente peggiorare nel lavori’o delle prossime settimane e mesi – conclude Capezzone -. A preoccuparci poi non e’ solo l’ambiguita’ che resta sull’articolo 18, ma sono anche la possibile riduzione delle forme contrattuali e gli ulteriori costi che potrebbero essere chiamate a sopportare le piccole e medie imprese".