La rassegnazione – di Marco Zacchera

C’è in giro una gran brutta bestia: la rassegnazione. Notizie inaudite che anni fa avrebbero suscitato scalpore oggi sono accolte con fatalismo e nella totale indifferenza. Vale per i migranti morti in mare come per gli scandali e i problemi irrisolti. La gente è stanca, smaliziata, distratta. Ascolta le notizie politiche e non capisce, non si sente coinvolta, cambia canale. E’ nell’indifferenza che nascono però le cose più turpi, con personaggi-macchietta che  diventano “opinion leader” perché non li contrasta nessuno.

Per esempio nella mia zona la sinistra uccise 15 anni fa l’idea di un ospedale unico, oggi sostiene l’esatto contrario ma nessuno sembra ricordarlo, ma è così che muore la politica, la democrazia, la cura per il bene pubblico e nessuno chiede i danni politici ma anche sociali e finanziari a chi impoverì e impoverisce di servizi il nostro territorio.

Altro esempio è la nuova riforma costituzionale che accentra e non delega, riporta poteri a Roma togliendoli alle regioni e di fatto cancella ogni spinta federalista e di decentramento che in qualche modo animava le altre riforme costituzionali che si sono poi più o meno esaurite nei decenni passati, ma anche di questo non ne ha parlato quasi nessuno. Solo sulla sanità il governo ha tagliato in un anno 4 miliardi di trasferimenti (frettolosamente giudicati “tagli di sprechi”) che stanno facendo saltare i bilanci regionali: Chiamparino si è dimesso dalla conferenza stato-regioni, pochi se ne sono accorti, nessuno ne ha parlato. 

Giusto o sbagliato che sia (secondo me è profondamente sbagliato) questo nuovo romano-centrismo se da una parte sottolinea gli sprechi delle varie amministrazioni regionali e spesso l’incapacità di gestire i problemi del territorio, dall’altra sbarra la strada ad una riforma profonda della nostra società che dovrebbe stare alla base di un “federalismo della responsabilità” indispensabile per rilanciare almeno quelle zone d’Italia che possono meglio affrontare la crisi e tentare di tornare a crescere il più presto possibile.

*già deputato PdL, ex sindaco di Verbania