Berlusconi vince lo share da Santoro e cresce nei sondaggi, perde la battaglia con la Boccassini e sembra che calera’ di due punti. Ad ogni alito di vento le sue quotazioni salgono o scendono. Un indice borsistico quanto mai volatile. Soggetto alle performances più o meno riuscite dell’uomo. Ma che tipo di elettore e’ quello di centrodestra? Mette i suoi valori sotto i piedi e sotto il tappeto se l’uomo che vuole incarnarli e’ sotto scacco dei media? E li ritrova quando costui si rialza?
Questo saliscendi del consenso su Berlusconi rivela l’incapacità del suo elettorato di valutare il programma e le idee piuttosto che la simpatia o i guai giudiziari dell’uomo. Ed invece e’ sul suo programma che deve ragionare e sulla sua storia politica, piuttosto che sulle sue donne più o meno presentabili.
La promessa di togliere l’Imu sulla prima casa e’ un suo cavallo di battaglia, quella di abbassare le tasse e’ un suo sogno antico, quella di dare lavoro e di non licenziare e’ una promessa mantenuta almeno nelle sue aziende.
Le chiacchiere passano ed anche gli uomini. Guardino gli elettori di centrodestra al loro concreto interesse e non si lascino infinocchiare dai tanti nuovi e vecchi leader che in questo momento inseguono sulle stesse promesse. Berlusconi non vuole essere premier, e non c’è il rischio di tornare ad essere derisi internazionalmente o di vederlo umiliato dalla Merkel o da Obama. Vuole fare il ministro? Ok, si pensi magari allo Sviluppo Economico che ha tenuto Passera senza lasciare traccia, e non all’Economia, che lo porterebbe a esporsi nelle riunioni del Consiglio Europeo e di forum mondiali. Tutto si puo’ risolvere, se si vuole tenere il centrodestra unito e forte. Ma se le invidie, i tradimenti, le colate di fango sul personaggio e gli abbandoni dei vili avranno la meglio, l’insuccesso non sara’ da imputare a Berlusconi, che sta combattendo da vecchio leone, azzoppato e senza più criniera, ma ancora superbo e coraggioso quanto basta per vestire il ruolo che gli e’ più congeniale, di re della giungla. Avremmo dovuto dire della foresta? Non e’ un lapsus, quando pensiamo al nostro Parlamento pensiamo a una giungla ed e’ in quella giungla che Berlusconi puo’ fare con successo la parte di Re Leone.
































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