Kyenge, ‘mia nomina a ministro? Scelta forte e di rottura’

"La mia nomina al Governo è stata una scelta forte, anche di rottura culturale, però non basta istituire un ministero dell’Integrazione. Per poter incidere con delle politiche, una scelta come questa deve essere accompagnata da alcune cose come un dipartimento e delle risorse, cose che sono mancate, invece, perché era un ministero senza portafoglio". Così Cecile Kyenge ospite a 24Mattino su Radio 24 ha commentato l’incarico che gli era stato affidato da Enrico Letta. "E’ stata una scelta importante e lungimirante e spero si continui su questa strada – ha continuato la deputata del Pd – ma le difficoltà ci sono state e sono state enormi perché qualunque scelta, per essere di rottura, deve prevedere mezzi e strumenti per portarla avanti. Ciononostante siamo riusciti ugualmente a individuare una metodologia e realizzare dei protocolli per l’integrazione".

Alla domanda di un giudizio sul rapporto difficile con i leghisti durante i dieci mesi del suo mandato, l’ex ministro ha così commentato ai microfoni di Radio 24: "In alcuni momenti mi ha fatto male, ma parto dal presupposto che il silenzio e l’indifferenza siano peggiori. La Lega ha sempre voluto solo farsi pubblicità e continua a fare campagna elettorale sulle persone e non sui contenuti. Quando c’è da andare nel merito delle questioni, dei diritti e dello sviluppo mancano le risposte. Come l’iniziativa del Governatore Zaia di dare incentivi economici agli immigrati che decidono di rimpatriare. Una persona non è un pacco che si rimanda indietro".