Iva al 22 è il suicidio dell’Italia – di Marco Chierici

Come previsto ricevo dal mio commercialista la circolare con la quale si conferma l’aumento dell’IVA dal 21 al 22%. Non so se aumenteranno anche i prezzi dei carburanti o cos’altro. Non so se ci tasseranno anche i peti o la frequenza con cui facciamo l’amore. Abbiamo continue ed estenuanti conferme di vivere in un paese sottosviluppato; un paese non governato da quei mille incapaci che abbiamo eletto illudendoci ancora una volta. Mi prendo le mie responsabilità nel dire che siamo in mano ad una banda di imbecilli, i quali non saprebbero nemmeno amministrare un condominio di medie dimensioni. Perchè imbecilli? Perchè imbecille è sinonimo di stupido e solo la stupidità impedisce di comprendere che l’introito che ricaveranno da un’IVA maggiorata sarà minore di ciò che lo Stato incasserebbe agevolando i consumi con un calo della pressione fiscale. Più aumenti le imposte e più si alza l’evasione; più aumenti le imposte e meno la gente consuma. E, considerato che la popolazione è stata costretta a ridurre al minimo i consumi già da anni, l’economia morente ci ridurrà peggio della Grecia e del Portogallo.  

Cito sempre quell’altra mossa furba del superbollo auto: per un incasso di x denari, lo Stato, cioè noi, ci ha rimesso x elevato al quadrato. Chi aveva l’auto con oltre 185 kw, spendeva per al manutenzione, per i carburanti, per gli pneumatici, per i passaggi di proprietà e quindi pagava Iva e imposte varie. Un altro boomerang a spese nostre e, nonostante sia tutto provato, i nostri saggi e i nostri economisti non sanno neanche usare il pallottoliere per similare una nozione da scuola elementare.

E’ una vera tragedia, una situazione che un uomo forte, se ci fosse, prenderebbe in mano per cacciare fuori tutti dal palazzo e risanare una volta per tutte questa Italia suicida. Aumentare le tasse dopo gli anni che abbiamo trascorso, significa uccidere un paese malato cronico, significa l’eutanasia cruda e crudele. E’ una vera schifezza e provo la più profonda e amara delusione per essere residente in Italia. Impegnarsi per creare una piccola impresa, cercare di assumere personale, comportarsi diligentemente, non conviene più, non da oggi, ma da anni. Io sono così amareggiato da provare stima per chi ha il coraggio di essere un evasore totale. E’ ormai indubbio che quelli come il sottoscritto che hanno sulla scrivania gli F24 da portare in banca, sono i più sciocchi e ingenui. Chi lavora senza nemmeno avere una partita Iva può lo stesso avere assistenza medica e tutto il resto. La pensione? Quella è ridicola anche dopo 30 anni di versamenti, quindi? Dove sta la convenienza? Qual è oggi la differenza tra un cittadino esemplare e un fuorilegge? Siamo al capolinea e i nostri padri, i nostri nonni, i milioni di uomini e donne che hanno ricostruito la nazione dopo la seconda guerra con mille sacrifici sono ora ripagati con il fallimento totale e vergognoso. Fallimento della politica, della democrazia, della repubblica, della famiglia, dell’etica comportamentale, di ogni valore. Il nostro presidente ha voluto mettere due galletti in un pollaio? Ecco il risultato.