Consolati, elezioni di Comites e Cgie, Imu, circoscrizione Estero e riforme costituzionali. Questi alcuni dei temi toccati dal deputato del Pd eletto all’estero Marco Fedi in un lungo documento inviato in occasione della Continentale Paesi anglofoni extra Ue del Cgie, che si svolgeranno da oggi al 29 settembre a Ottawa, al vicesegretario Silvana Mangione. Sulla chiusura delle sedi consolari, Fedi ricorda che "queste decisioni non solo non sono mai passate per il Parlamento ma non sono state nemmeno preannunciate". Tuttavia "riteniamo – prosegue Fedi – che sia possibile mantenere i servizi consolari, magari recuperando anche errori commessi in passato, assicurando la presenza diplomatica nel mondo, senza tagli alla rete, semplicemente rimodulando l’organizzazione degli uffici consolari" chiedendo al governo "di assumere questo impegno".
"Nello stesso tempo, esprimiamo preoccupazione per la possibilità di ulteriori tagli ai ministeri, ed al Mae in particolare, per la copertura delle modifiche sull’Imu e ci chiediamo in che misura i tagli peseranno sugli italiani nel mondo, che invece dalle modifiche Imu sono nuovamente esclusi". Per quanto riguarda le elezioni di Comites e Cgie "debbono svolgersi entro il 2014". "La Farnesina – aggiunge Fedi – conferma gli impegni presi, anche in sede di assemblea Cgie, ma lavora su un progetto per il voto elettronico. Deve informarci sulle modalità di voto che intende adottare e sui contenuti di una proposta di cui si parla da mesi ma che nessuno ancora conosce in dettaglio".
Il deputato democratico poi affronta il tema dell’informazione, secondo Fedi è necessario "rivedere i criteri che attualmente ripartiscono esigue risorse a tante pubblicazioni periodiche edite in Italia e nel mondo, che meritano maggiore attenzione e maggiore disponibilità economica". E’ fondamentale inoltre "creare una vera rete tra le imprese che fanno comunicazione nel mondo, metterle in condizione di sviluppare piani e progetti comuni, accomunando anche risorse e investimenti, garantendo quindi un sostegno nel coordinamento e nel rapporto con l’Italia. Questa prospettiva, nel medio e lungo termine, può garantire la continuità vera dei quotidiani editi nel mondo, delle iniziative nazionali, trasformandole in iniziative internazionali, collegate o collegabili tra loro e con imprese italiane. Il sostegno alle associazioni, ai gruppi d’interesse, alle comunità locali che producono informazione per i loro iscritti o per comunità territoriali, dovrebbe arrivare anche da altre fonti, da un riconoscimento delle associazioni e del loro insostituibile ruolo, anche nell’informazione".
Dall’informazione alla nuova emigrazione: secondo Fedi in Australia c’è stato un incremento del 17% della concessione, ai giovani italiani, dei visti vacanza lavoro, che permettono alle persone sotto i 30 anni di lavorare e vivere in Australia per uno-due anni ha subito.
"Il Sole 24 Ore – spiega Fedi – riporta il costo economico di questa perdita. Basandosi sul presupposto che il numero di italiani che hanno trasferito la propria residenza all’estero tramite l’anagrafe Aire è di gran lunga inferiore a quanti giovani sono in realtà emigrati, Il Sole 24 Ore riporta una stima di perdita di capitale umano pari a quasi sei miliardi di dollari. Non si tratta solo di una perdita economica per il paese ma anche di ricadute importanti a livello sociale e culturale, che potrebbero essere meno immediate nel manifestarsi e più difficili da quantificare, ma non di meno negative per il nostro Paese".
Su riforme costituzionali e circoscrizione Estero, Fedi dichiara: "Credo che ci sarà il tempo per un confronto ampio di merito. I saggi nominati dal governo daranno il loro contributo, ma è evidente che poi si dispiegherà la sovranità, la piena sovranità, del Parlamento. Nel percorso di riforma, quindi, andrà a collegarsi il lavoro svolto dai saggi nominati dal governo. Tra quelle proposte potremmo avere una collocazione della rappresentanza degli italiani nel mondo solo nel Senato federale oppure una rappresentanza, diversa nella natura al Senato, ma in ogni caso in entrambe le Camere, con una possibile riduzione numerica. Per quanto mi riguarda, credo che non dovremmo accettare l’idea che i rappresentanti dei cittadini italiani residenti all’estero possano essere esclusi dalla Camera, vale a dire dalla sede parlamentare in cui si vota la fiducia al governo e si decidono le politiche fondamentali del Paese. Credo che non In ogni caso, il nostro compito, della rappresentanza parlamentare, del Cgie, dei Comites, sarà quello di seguire la discussione e garantire il nostro contributo di idee anche in questa delicata, quanto irrinunciabile, fase di ammodernamento delle istituzioni". Sull’internazionalizzazione il deputato del Pd mette in evidenza una carenza di comunicazione interna tra gli enti che si occupano del tema: "Direzioni generali dello stesso ministero che agiscono in parallelo, senza parlarsi e senza toccarsi; ministeri che si muovono senza dialogo; IcE, Enit, Camere di commercio e altri organismi ognuno dei quali persegue il suo limitato obiettivo, il suo piccolo programma; lo Stato da un lato e le Regioni dall’altro". In sostanza secondo Fedi "un maggiore e più intelligente coordinamento da realizzare per grandi progetti e per aree geopolitiche ben definite".






























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