Italiani all’estero, respinto il ricorso di Caselli (ex PdL) contro il MAIE

Lui ci ha provato, ma gli è andata male. La Giunta per le Elezioni del Senato ha respinto il ricorso che Juan Esteban Caselli, ex senatore del PdL, aveva presentato nei confronti degli eletti del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, Claudio Zin al Senato e Ricardo Merlo e Mario Borghese alla Camera, tutti e tre residenti in Sud America.

Caselli, che alle ultime elezioni politiche si è presentato con una propria lista – “Italiani per la Libertà” – e che non è riuscito ad essere rieletto (né la sua lista ha ottenuto alcun seggio in Parlamento), basava il suo ricorso su alcune testimonianze di scrutatori e rappresentanti di lista presenti a Castelnuovo di Porto (dove si effettua da sempre lo scrutinio del voto dei connazionali residenti oltre confine) rilasciate alla trasmissione “Striscia la Notizia”. Ma la Giunta del Senato, dicevamo, ha respinto il ricordo dell’italo-argentino, a causa della "genericità dei rilievi addotti e degli argomenti posti a fondamento delle richieste prospettate".

Qui di seguito pubblichiamo il documento completo con cui la Giunta respinge il ricorso di Caselli.

SENATO DELLA REPUBBLICA

GIUNTA DELLE ELEZIONI E DELLE IMMUNITÀPARLAMENTARI

IL PRESIDENTE

Roma, 12 marzo 2014

A norma dell’articolo 8, terzo comma, del Regolamento per la verifica dei poteri, Le comunico che il ricorso elettorale presentato in data 11 marzo 2013 per la Circoscrizione estero, ripartizione America meridionale è stato esaminato dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato nella seduta dell’11 marzo 2014 nella quale la Giunta ha ritenuto di respingere il ricorso per i seguenti motivi.

Nel ricorso si chiede:

a) che sia effettuato un nuovo conteggio di tutte le schede relative alle votazioni per i rappresentati all’estero per la Circoscrizione estero- ripartizione America meridionale;

b) che sia vagliata la validità di tutte le schede che sono state annullate durante le operazioni di scrutinio;

c) che siano sospese le proclamazioni delle nomine risultanti da eventuali operazioni fraudolente di spoglio;

d) che sia sollecitata la Procura della Repubblica per una verifica in merito ad eventuali ipotesi di reato connesse alle operazioni di voto.

Il ricorrente sostiene che, nel corso del programma televisivo "Striscia la Notizia" del 1° marzo 2013, è andato in onda un servizio relativo alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 ed in particolare sullo scrutinio delle schede elettorali riguardanti la votazione degli italiani all’estero, scrutinio svoltosi presso l’Ufficio elettorale centrale nella sede di Castelnuovo di Porto (RM). In tale servizio, le persone intervistate – alcuni Presidenti di seggio e scrutatori – hanno evidenziato gravissime irregolarità nelle operazioni di spoglio, sostenendo che molte delle schede scrutinate sono giunte già aperte e comunque, in gran parte, apparivano visibilmente compilate dalla stessa mano a causa dell’evidente identità di calligrafia.

A seguito di tale inchiesta televisiva, lo stesso ricorrente asserisce di aver interpellato i rappresentanti di lista e di aver assunto ulteriori informazioni sull’andamento dello scrutinio, constatando, a suo avviso, la molteplicità e gravità di irregolarità derivanti dal fatto che un numero enorme di schede erano state dichiarate nulle e che moltissime schede sarebbero state compilate dalla stessa mano o addirittura fotocopiate. Secondo il ricorrente tali circostanze devono collegarsi agli esiti dello stesso scrutinio che, a suo parere, ha evidenziato un numero sospetto di voti a vantaggio dei candidati che avrebbero beneficiato delle schede fotocopiate o con calligrafia identica, ossia Claudio Zin per il Senato (e Riccardo Merlo e Mario Borghese per la Camera dei deputati).

La Corte di appello di Roma – Ufficio centrale per la Circoscrizione estero, nel trasmettere al Senato l’analogo ricorso presentato dal signor Caselli anche in quella sede, rilevava che per la ripartizione America meridionale erano stati provvisoriamente non assegnati per il Senato alla lista MAIE per identità di grafia n. 56 voti (dal seggio n. 821) e n. 52 voti (dal seggio n. 1156). L’Ufficio centrale, non ritenendo evidente l’ipotizzata identità di scrittura, ha deciso di assegnare, per il Senato, i 56 voti contestati del seggio n. 821 ed i 52 voti contestati del seggio n. 1156.

Nella memoria presentata in data 17 luglio 2013, il senatore Claudio Zin, eletto nella lista Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), osserva che le affermazioni sostenute dal signor Caselli erano a lui estranee, ricordando che il MAIE, a partire dal 2008, ha sempre conseguito un numero di voti di lista e di preferenza di gran lunga più elevato rispetto alle altre liste e agli altri candidati. Inoltre, sempre secondo il senatore Zin, se, nelle elezioni del 2008, il signor Caselli aveva riportato un risultato di circa 50.000 voti di preferenza, nelle elezioni del 2013 lo stesso signor Caselli ha conseguito un risultato di 7000 preferenze. Tale circostanza induce lo stesso senatore Zin a concludere che il ricorso rappresenta solo uno strumento per cercare di giustificare da parte del signor Caselli una sconfitta altrimenti incomprensibile, dato il rilevante calo di preferenze sul suo nome registratosi tra le elezioni del 2008 e quelle successive del 2013.

I relatori per la Circoscrizione estero, il presidente Dario Stefano e la Vicepresidente Stefania Pezzopane, nella seduta dell’I 1 marzo 2014, hanno evidenziato in primo luogo la genericità dei rilievi addotti e degli argomenti posti a fondamento delle richieste prospettate. Infatti, secondo la prassi adottata dalla Giunta, un ricorso, in cui si affermi essere stati dichiarati validi dei voti contenenti segni di riconoscimento o diciture che renderebbero invalide le schede, deve contenere l’indicazione, con rilievi circostanziati, delle sezioni nelle quali si sarebbero verificate le pretese irregolari assegnazioni di voti.

Inoltre, l’enorme divario esistente fra la lista alla quale appartiene il ricorrente (Italiani per la libertà) e quella al quale appartiene il candidato eletto per la lista Partito democratico – divario pari a 64.494 voti – è tale da rendere del tutto implausibili variazioni nell’attribuzione dei seggi alle singole liste. Peraltro, la giurisprudenza amministrativa e parlamentare in ordine alla prova di resistenza attesta che laddove non vi sia un possibile effetto di alterazione dei risultati elettorali oggetto di proclamazione, non si dà corso ad attività istruttorie ulteriori.

Tenuto conto altresì delle richiamate osservazioni dell’Ufficio elettorale centrale per la Circoscrizione estero, si propone di respingere il ricorso presentato dal signor Juan Esteban Caselli.

Sulla base di tali motivazioni, la Giunta, nella seduta dell’11 marzo 2014, ha deliberato di respingere il ricorso e di dichiarare pertanto valida l’elezione di rutti i senatori eletti nella Circoscrizione estero, ripartizione America meridionale.

Il Senato ha quindi convalidato, nella seduta d’Assemblea dell’11 marzo 2014, tutte le proclamazioni avvenute nella Circoscrizione estero per gli eletti al Senato.