Italiani all’estero, il MAIE fra indipendenza e alleanze – di Augusto Sorriso

Ad una settimana dalle riflessioni fatte da Ricky Filosa, sulla politica italiana e sul futuro del MAIE, mi sembra di poter affermare che aveva proprio ragione. Gli eventi che si susseguono con una rapidità eccezionale, le affermazioni che ogni giorno creano sempre più confusione nonostante i tentativi di Letta che cerca di gettare acqua sul fuoco e gli annunci di Berlusconi e degli altri leader politici (Grillo escluso) che si contraddicono quotidianamente, mi portano a pensare che poco questo Governo potrà fare sul piano delle riforme e nulla farà per gli italiani residenti all’estero se non la cancellazione della Circoscrizione che ci riguarda (perlomeno per la parte che riguarda i nostri rappresentanti in Parlamento). Ma andiamo per ordine.

Il PDL nonostante le affermazioni di Berlusconi fa dipendere la vita del Governo dall’esito del verdetto di fine mese della Cassazione. Giusto o sbagliato che sia anche un bambino capisce che questo e’ quanto. Quando Berlusconi dice che e’ sicuro della sua assoluzione, dimentica (ma lo sa benissimo) che la Cassazione si pronuncia sulla legittimita’ dei gradi di giudizio precedenti e non sul merito, quindi problematica sembra una assoluzione, ma non impossibile. Di certo il PDL non restera’ inerme di fronte alla decapitazione politica del suo Capo. Ma questo scenario, ammessa una assoluzione del Cavaliere, e’ destinato a ripetersi nei prossimi mesi. Ci sono poi i problemi IMU ed IVA: questi potrebbero essere, dopo una condanna, gli spunti per far cadere il Governo, per non parlare delle divergenze incolmabili sulle riforme. Una assoluzione del Cavaliere concederebbe una ripresa di fiato a Letta perlomeno fino all’autunno, quando i veri nodi economici e di riforma verranno al pettine.

Il PD da parte sua non vive un momento migliore. Oltre alle ormai palesate divisioni interne si fa strada il partito dei malpancisti, anche loro giustamente ritengono che mantenere il vita il Governo significa fare un favore a Berlusconi, per non parlare di Renzi che spinto da sondaggi sempre a lui favorevoli trova sempre piu’ aperta la strada alla segreteria, aiutato anche da chi nel suo partito presenta leggi "salva Cavaliere" (vedi Zanda). Cinque anni per lui sono troppo lunghi e tutti sanno che, sparito il Cvaliere, il Sindaco di Firenze spazzerebbe via un PDL acefalo; ma anche il leader dei rottamatori i suoi piu’ acerrimi nemici li tiene in casa.

Grillo, dato per morto troppo presto, come da me previsto gioca la sua partita sulle incapacita’ e divisioni altrui, partita che PD e PDL stanno riaprendo. Su tutti incombe Napolitano che malamente nasconde il suo disappunto sulla mancata cancellazione del "Porcellum", ma fa ben capire che mai si tornera’ a votare con questa scellerata legge (che sotto-sotto sia PD che PDL in caso di elezioni repentine vorrebbero mantenere). Credo pero’ che la ferma volonta’ del Presidente porterebbe, in caso di rottura della attuale maggioranza, ad un accordo PD-Grillo su pochissimi punti, tra cui la legge elettorale, col preciso impegno di elezioni subito. Ma il PDL e’ conscio di questa eventualita’.

Non faccio cenno ne’ a Scelta Civica ne’ all’UDC che al momento mi sembrano fantasmi sostenitori di chiunque, purche’ la legislatura duri il piu’ possibile.

In uno scenario nel quale io a mala pena mi raccapezzo, credo che gli Italiani all’Estero non contino nulla. Divisi e succubi dei partiti non hanno nessuna voce in capitolo, basti pensare che nessuno e’ stato ritenuto degno di far parte delle commissioni di saggi sulle riforme. D’altra parte i nostri Parlamentari in sede di plenaria CGIE ci hanno ben fatto capire che dopo questa legislatura non vi sara’ nessun eletto nella Circoscrizione Estero, ma come ben dice il mio amico Ricardo Merlo (fondatore e presidente del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, ndr), potrebbe essere una occasione per portare invece che diciotto forse anche cinquanta parlamentari residenti all’Estero se sarà mantenuto (come sembra certo) il voto ai connazionali. Ma questo e’ un altro scenario.

Da tutto ciò, e riprendendo Filosa, credo il MAIE debba fin d’ora cercare alleati e mettere in atto strategie che non lo isolino. IL PDL potrebbe essere un naturale alleato considerato il flop elettorale all’estero, ma i suoi dirigenti (quelli che contano) hanno interesse e contezza del ruolo che hanno gli italiani nel mondo? Ho i miei seri dubbi. Il PD e’ imbalsamato (bene) nella sua rete (soprattutto europea) di apparato di partito e di patronati, quindi potrebbe solo fagocitare un movimento radicato ma piccolo. Inesistenti UDC e SC.

Il futuro degli Italiani all’Estero sta solo nella indipendenza dai partiti ed in una alleanza strategica, ben riuscita alle ultime elezioni (tradimenti a parte), con chi ha rispetto per il ruolo degli italiani che risiedono all’estero e che credono che una loro rappresentanza debba avere il rispetto e la dignità che le competono. Al momento riesco a vedere questo disegno solo in una totalmente rinnovata destra post berlusconiana (o berlusconiana rivisitata) che si rifaccia alle origini e che dia spazio ai valori e non ai cortigiani. A sinistra alla parte renziana del PD che in una sua necessita’ e volonta’ di rinnovamento tenga finalmente conto del nostro ruolo. A tutte e due le parti pero’ e’ necessario far capire che l’interesse e’ reciproco e che il ruolo degli italiani all’estero e’ fondamentale nell’ottica filosofica di Tremaglia, a prescindere da una rappresentanza Parlamentare (fino ad oggi fallimentare). In questo contesto il MAIE deve muoversi a tutto campo senza pregiudiziali, se non quella di rappresentare l’unico movimento in grado di riunificare le varie anime della nostra emigrazione, partendo dai grandi successi in Sud America e gli straordinari risultati nel resto del mondo. Forza autonoma inserita in uno schieramento politico rispettosa e rispettata che riporti alla attenzione dell’Italia le nostre tematiche che fino ad ora sono state tradite dai nostri Parlamentari facendoci tornare ad essere un valore e non un peso. In questi giorni un pastore protestante ha detto che non dipendiamo dalle decisioni di una corte di giustizia, ma dal volere di Dio (caso Zimmerman): sara’ il caldo di luglio, ma guardando all’Italia cavolata piu’ grossa non si poteva dire e, se fosse vero, che Dio ce la mandi buona!

*Coordinatore MAIE USA