Italiani all’estero e made in Italy, la ‘Kono Pizza’ negli Usa – di Roberto Zanni

Gennaro Lombardi portò la pizza negli Stati Uniti quando ancora il Novecento doveva cominciare. Era il 1897, ma oltre un secolo dopo quell’avvenimento che ha cambiato un’intera nazione – sì, perchè non c’è Paese al mondo dove la pizza va a ruba come negli States -, ecco che un’altra piccola, ma rivoluzionaria pizza, sbarca negli USA. Si chiama ‘Kono Pizza’ perchè è fatta proprio come un cono, solo che dentro, invece del classico gelato, c’è una pizza vera.

Sono passati undici anni da quando Rossano Boscolo, un maestro dell’arte culinaria, ebbe questa idea, che diventò realtà nel 2003 con la creazione appunto di ‘Kono Pizza’, un progetto unico, la pizza da passeggio, quella che è chiamata d’asporto, trasformata in una innovazione, frutto di studi e ricerche, sia da un punto di vista culinario che tecnologico.

Presentata alla ‘Triennale di Milano’ del 2004, il successo si è allargato a macchia d’olio e oggi il marchio Konopizza Srl, una società controllata dalla holding Pikono Srl che fa capo a Rossano Boscolo, è presente con complessivamente oltre 130 punti vendita divisi tra diciotto città italiane e venti nazioni in tutto il mondo. L’ultima ad entrare dentro al ‘cono’, una città degli USA: ad Edison, nel New Jersey, una primizia che rimarrà tale per poco, perchè sempre nello stesso stato sono già previste altre cinque inaugurazioni che si allargheranno poi al North Carolina, New York, Florida e California entro il 2014.

Per il lancio dei nuovi punti vendita americani è stata creata la Kono USA, una compagnia di franchising che si è assicurata tutto il territorio americano. Sono stati tre imprenditori a stelle e strisce, David Ragosa, Carlo Ruggiero e Greg Kinlaw, ad innamorarsi della pizza fatta come un cono. E subito hanno annusato l’affare e si sono presi l’esclusiva per gli Stati Uniti e appena partito il progetto hanno già 15 potenziali clienti pronti ad aprire il ‘Kono Pizza’ da Est a Ovest. "Abbiamo ricevuto delle risposte positive – ha detto Greg Kinlaw – sia da imprenditori con già esperienze alle spalle, sia da chi invece pur non avendo operato nel settore ha compreso la validità del progetto".

La novità, pronta a conquistare gli americani, si presenta, oltre che con le caratteristiche fondamentali del prodotto pizza, anche con l’aggiunta dell’aspetto comodità e facilità che sempre hanno conquistato il pubblico americano. "Kono è la pizza reinventata – ha detto Mr. Ragusa – è impossibile da vedere un uomo in giacca e cravatta che stia mangiando una pizza sulla 5ª Avenue, unta con il rischio che mozzarella e pomodoro gli scivolino addosso. La nostra pizza è più buona, ci si sente meglio mangiandola, e non ci si sporca". La Kono tra l’altro, preparata con alcuni ingredienti che arrivano direttamente dall’Italia, rispetto alla classica ‘fetta’, la pizza di asporto che si può trovare in ogni angolo negli States, viene anche con un minore numero di calorie: dalle 250 alle 280 comparate alle 450 della pizzetta classica da passeggio. "Kono Pizza è facile da preparare – ha aggiunto Mr. Ragusa – niente è precotto e ogni cono è pronto al momento e si può mangiare in ogni istante e in ogni luogo".

Per avviare un punto vendita in franchising, sono necessari dai 250.000 ai 400.000 dollari, un bell’investimento, che però pare sia appetibile. "Ci sono oltre 70.000 pizzerie negli Stati Uniti – ha concluso Mr. Ragusa – ma nessuna ha un prodotto anche solo simile al nostro, offriamo agli imprenditori l’opportunità di entrare in una attività remunerativa con un prodotto innovativo nel segmento della ‘pizza veloce’ che ha già dato prove di successo in tutto il mondo". Ma negli Stati Uniti il ‘boom’ potrebbe anche essere maggiore, visto come qui il prodotto pizza sia probabilmente il più famoso e venduto nel campo alimentare, un settore che l’anno scorso è cresciuto ulteriormente con un +1,6% con previsioni per il 2013 di un ulteriore balzo in avanti: nel 2012 le vendite hanno raggiunto i 36.786.524.044, cifra enorme che comprende 71.856 punti vendita in tutti gli States. Le catene di pizzerie coprono poco meno del 47% dell’attività complessiva, con gli ‘indipendenti’ che toccarono il 53,3%, dove con questo ultimo termine vengono compresi coloro i quali hanno meno di dieci rivendite e controllano il 40% degli introiti totali. Al comando, tra le catene di pizzerie, c’è ‘Pizza Hut’ con il 14,68% seguita da ‘Domino’ che raggiunge il 9,24%, ma le prime 50 della graduatoria, fanno parte anche dei ‘Top 500’ ristoranti degli Stati Uniti. Un’ulteriore conferma che la pizza negli States è un affare.