Andrea Bocelli dottore in canto (VIDEO) – di Franco Esposito

Dottore Andrea Bocelli, laureato in canto. Laureato con lode al Conservatorio Puccini di La Spezia. È accaduto martedì. Prima l’esame di “Storia e analisi del repertorio”, poi la discussione della tesi. Titolo: “Il valore e il senso del canto lirico agli inizi del terzo millennio”.

Non uno studente modello, Andrea Bocelli, la laurea di giurisprudenza già nel cassetto. Non ha frequentato molto, ma era giustificato, lui è sempre in giro per il mondo, fresco reduce questa volta dalla trionfale tournèe in America Latina. Ha studiato tra un concerto e un’incisione di un nuovo album. “Certo gli abbiamo concesso un sacco di crediti”, si è complimentato il maestro Giuseppe Bruno, direttore del conservatorio Puccini, l’altro ieri presidente della commissione di laurea. “Il grande tenore avrebbe meritato la laurea honoris causa, ma lui ha voluto essere trattato come gli altri. Come uno studente normale, niente di più”.

Andrea Bocelli come suo figlio Amos, che al conservatorio Puccini di La Spezia studia pianoforte. “Finalmente Maestro”, si è compiaciuto con se stesso il tenore. “Un gioco nato con i figli. Ho pensato che iscrivendomi avremmo passato più tempo assieme. Da ragazzo non potevo frequentare il conservatorio e nessuno usava il sistema Braille”. L’amore paterno c’è tutto in questo volersi mettersi in gioco: ha inteso mostrare ai suoi figli come si fa. Applicazione e studio, una bella voce non è sufficiente. Fulvia Bartoli la sua relatrice. Hanno cantato insieme nella Butterfly a Torre del Lago qualche anno fa.

Prima di entrare in Sala Dante, a Bocelli tremavano le gambe. Strano, molto strano, per uno come lui abituato ad esibirsi davanti a platee sterminate. Il conforto e il sostegno affettuoso e sereno della compagna Veronica e la loro figlioletta, la piccola Virginia, che gli girava intorno stringendosi alle gambe del papà. Bocelli emozionato, prima della discussione della tesi. La prima parte pratica, per così dire, in cui ha cantato brani dalla Manon Lescaut in coppia con Arianna Franchi, brillante studentessa vicina alla laurea, e con l’accompagnamento al piano di Marco Podestà.

Bocelli è un italiano vero, tout court. Una persona e un artista che fa onore all’Italia. Serio e concentrato nel concerto al conservatorio, per la prima volta senza applausi. Ha ringraziato il figlio Amos, che l’ha aiutato nella preparazione della parte teorica. “Mi ha fatto rivivere un’esperienza giovanile. Mi sono messo nei panni di un giovane che oggi intraprende lo studio della musica lirica. Eh, sì. La mia voce è stata sempre speciale, ma per diventare bravi i giovani ricordino sempre che una bella voce non basta. Facciano l’esame di coscienza, ci vuole tanto studio e la stessa disciplina che occorre per diventare ingegnere”.

I fotografi, alla fine, gli hanno chiesto di mettere in testa la corona del laureato. Bocelli ha accolto la richiesta, senza mai staccarsi dal secondogenito Matteo. L’ha tenuta, la corona, solo per pochi minuti, a beneficio appunto e per la gioia dei fotografi, come per gioco. La tesi? Un librone di oltre settanta pagine. “Sono partito dalla preistoria e contiene contributi importanti. Come quello di Placido Domingo, lui sì un fenomeno”. Il tenore ha scritto per l’amico Andrea Bocelli pagine robuste, intense, di grande spessore. Il tenore italiano ammira moltissimo il famoso collega, perché alla sua età e con un poderoso e prestigioso retroterra di straordinari successi, presto si misurerà con una nuova dimensione: cantare il Trovatore di Verdi nel ruolo di baritono.

La dedica è per la famiglia. La compagna Veronica, che ha lavorato moltissimo, e alla madre. Oltre che ai figli, ma questo è stato già detto. Bocelli è intenzionato a pubblicare la tesi, magari con qualche integrazione. Andrà a ruba, sicuro, garantito. Dentro il bel librone di settanta pagine ci sono i consigli di Carmen Villalta sulla pratica dello yoga per dominare l’emotività sul palco, e gli studi più recenti sullo studio dell’apparato vocale. Oggi una voce bene educata riesce a scavalcare il muro di un’orchestra di 80-90 elementi.

In chiusura, prima dei saluti e dei ringraziamenti, la chiosa intrisa di dolore sulla non felice situazione della musica in Italia. “Sarebbe necessaria, indispensabile, una moralizzazione dell’ambiente. Ci vogliono programmi più ricchi, più recite, più scambi. Invece si continua a sperperare il danaro pubblico”. E nessuno scandalo se la lirica si imparenta con il pop. L’hanno fatto un po’ tutti, da Caruso a Beniamino Gigli. “Il mio sogno è che possa accadere come ai tempi di Puccini. Quando le opere piacevano a tutti”. Le opere, secondo il neo laureato, rappresentano il perfetto equilibrio tra l’espressione del canto lirico patrimonio dell’umanità e la popolarità. Anche questo c’è scritto nella tesi di laurea con lode della commissione.

Bocelli laureato e maestro proprio nel giorno dell’uscita in tutto il mondo di “Love in Portofino”. Un progetto nuovo cd+dvd. La voce del tenore sulle musiche di alcuni dei più grandi artisti: Ennio Morricone, Elvis Presley, Fred Buscaglione. E duetti con partner di assoluto Prestigio: Jennifer Lopez, Caroline Campbell, Chris Botti, Sandy, e un inedito con Veronica Berti, la compagna di Bocelli. “La versione italiana di Sometin’ Stupid. Una canzone che conosco da quando ero ragazzo, dalla voce di Frank Sinatra e della figlia Nancy. Non aveva mai avuto una traduzione nella nostra lingua. L’ho scelta perché il testo è accattivante e sprigiona grande sensualità”.

“Love in Portofino” è una collana di canzoni d’amore, legate fra loro dal filo della bellezza. Pezzi che hanno avuto un successo planetario. Andrea Bocelli le cantava da ragazzo e quando faceva il pianobar. Le ricanta adesso, maestro laureato in canto con lode.