Iraq, Renzi: ‘genocidio in atto, è battaglia nel cuore dell’Europa’

Italy's Prime Minister Matteo Renzi arrives for the second day of the G7 summit at the European Council headquarters on June 5, 2014 in Brussels. AFP PHOTO / GEORGES GOBET

"A Srebrenica fu un genocidio e la comunita’ internazionale rimase zitta. Oggi siamo in una situazione per alcuni aspetti simile, ma in realta’ quello che sta avvenendo in alcune zone della Siria e del’Iraq e’ la stesa cosa, un genocidio. Credo che la comunita’ internazionale possa permettersi tutto tranne che restare in silenzio". Cosi’ il premier Matteo Renzi parlando con i giornalisti, prima di lasciare Ebril al termine della sua visita in Iraq.

"L’Ue non e’ solo il vincolo di Maastricht o lo spread, ma e’ un’idea di mondo. Si deve reagire – ha aggiunto -, l’Italia ha mandato aiuti umanitari e lo fara’ ancora nelle prossime settimane, ha autorizzato l’invio di armi per evitare che chi sta sconfiggendo la vita e le speranze delle persone non continui a farlo. Questa non e’ una battaglia alla periferia ma nel cuore dell’Europa".

Il premier ha quindi ricordato che "ho parlato con le autorita’ irachene e curde, mi ha colpito il fatto che i leader politici siano unanimi nel dire che le persone devono restare qui a casa loro. Oggi c’e’ un enorme rischio, quello di consegnare con il califfato una storia millenaria di convivenza al terrorismo e al fanatismo".

"Dobbiamo difenderla consentendo a chi e’ rifugiato di tonare a casa sua. E’ anche una risposta alle polemiche sterili nel nostro paese sull’immigrazione. Non vengono da noi per darci noia, ma perche’ rischiano la vita. E’ gusto l’aiuto umanitario e l’invio di armi per difendersi, cosi’ come l’invio delle truppe Usa a cui l’Italia e’ grata". Per Renzi, quindi "la Repubblica irachena ha il dovere di rispondere, la transizione che e’ finalmente partita e’ un’ottima notizia e ho ringraziato Al Maliki per il passo indietro".