Infanzia, al Senato gli stati generali delle adozioni internazionali

"Nell’ambito delle adozioni internazionali deve cambiare la cultura di gestione e l’approccio al problema". Così il Sen. Aldo Di Biagio (Ap) aprendo la conferenza "Adozioni internazionali: quale riforma?" svoltasi oggi al Senato. La questione delle adozioni  "deve entrare a far parte del Welfare stesso. E il governo se ne deve fare carico", ha sottolineato Di Biagio, che al termine dell’incontro ha  annunciato assieme ad altri parlamentari l’iniziativa di un prossimo tavolo tecnico per addetti ai lavori.

Per la Sen. Rosetta Enzo Blundo (M5s) l’eccesso di burocrazia "è la causa principale del calo delle adozioni e dello scoraggiamento delle famiglie" che si trovano sempre più spesso "imbrigliate in percorsi tortuosi e spesso inconcludenti". La senatrice pentastellata ha poi evidenziato come l’attuale doppio incarico " della presidente della Cai, rappresenti un conflitto che si traduce in un accentramento”. 

Carlo Giovanardi (Ap) si espresso in termini di totale illegalità "dell’attuale gestione delle adozioni internazionali" , in cui risalta una certa mercificazione delle adozioni. Occorre infine – ha sottolineato- recuperare il rapporto tra istituzioni, famiglie  e territorio , ma sempre "nel pieno rispetto delle normative vigenti".  Il Sen. Maurizio Romani ha posto l’accento sulla necessità di "ascoltare molto di più le famiglie  e le associazioni, in un approccio gestionale trasparente, coordinato da linee guida rigorose e puntuali". 

Per il Sen Collina (Pd): "non si deve cercare il bambino adatto alla famiglia ma la famiglia adatta a quel bambino. Senza discriminazioni né mercificazioni”. Secondo Marco Griffini,  presidente dell’Aibi, appare prioritario "colmare le distanze tra le famiglie e tutto il sistema delle adozioni". La famiglia adottiva, – ha evidenziato – “è una risorsa preziosa per l’intera società”. 

Per Anna Guerrieri , presidente di Genitori si diventa, “occorre un sistema e un modello unico di riferiemneto per tutta la gestione delle adozioni internazionali e le famiglie”. La Dr.ssa Melita Cavallo, presidente del Tribunale dei minori di Roma, ha segnalato l’importante dato sull’aumento “dei bambini considerati “special needs” spesso a insaputa delle stesse coppie”. Da questo e dalle procedure troppo farraginose nasce – ha spiegato – la “chiusura dei genitori verso l’esterno con relativa  sfiducia verso gli enti che rappresentano l’Italia”.

In uno scenario in cui il nostro Paese riscuote sempre credibilità agli occhi degli Stati di residenza dei bambini da adottare” – ha concluso Cavallo.  Annamaria Colella, direttore Arai ha invece denunciato le “condizioni disumane in cui versano molti dei bambini in attesa di adozione”, sottolineando come le maggiori carenze da colmare siano quelle della fase post-adottiva dove “i genitori si sentono completamente abbandonati e non tutelati”. Monya Ferritti, presidente di Care, la “Cai da due anni non fornisce più alcun dato sullo stato delle adozioni”, spostando poi l’accento sulla frequente mancanza corrispondenza tra i dati forniti sui bambini e le reali condizioni di questi.

Pietro Ardizzi, portavoce di Oltreladozione, ha ravvisato soprattutto “nella gestione degli ultimi tre governi il fallimento del sistema adottivo italiano”, dove io pesanti tagli hanno “penalizzato fortemente le risorse indispensabili a tutti i soggetti delle adozioni”.

Gianfranco Arnoletti, presidente del Cifa, ha infine sottolineato l’urgenza di “ un confronto fattivo e continuativo tra enti , istituzioni e famiglie”.

L’incontro, che ha visto una numerosa partecipazione di enti, associazioni, genitori adottivi e rappresentanti del mondo delle adozioni, ha aperto un dibattito costruttivo che vuole essere solo uno step di un vivo percorso fattivo e continuativo verso il miglioramento del sistema adottivo italiano.