Immunità, Di Pietro (Idv): permette totale impunità

"L’immunità parlamentare ha un senso solo se serve per garantire il diritto di parola nell’esercizio delle funzioni parlamentari. Posso comprendere la prima parte dell’Articolo 68 della Costituzione quando dà garanzie alle minoranze. Ma solo questa era la ragione per cui i padri costituenti avevano previsto l’immunità". Lo afferma il fondatore dell’Idv, Antonio Di Pietro, in un’intervista a Sferapubblica.it.

"Questa norma è stata utilizzata per garantire impunità, attraverso un sotterfugio truffaldino, ossia di valutare il quantum processuale. In pratica il Parlamento dava valutazioni sulle prove del processo. Ora – aggiunge l’ex ministro del governo Prodi – l’immunità parlamentare diventa totale impunità perché – con la legge elettorale che vogliono – tutela persone non elette dal popolo, ma nominate dai partiti. Il Senato diventerà così il luogo preferito di chi non vuole finire a San Vittore".

Sui casi Mose ed Expo, Di Pietro è molto duro: "Quel che la magistratura sta scoprendo, dimostra che è riduttivo parlare di nuova Tangentopoli. Siamo di fronte a una ingegnerizzazione del sistema e a un’evoluzione del modello piduista. I casi di Expo e Mose dimostrano che Mani Pulite è stata una sconfitta".

Riforma della Giustizia: "La carcerazione preventiva è prevista solo per i reati con pena superiore ai tre anni. Qui c’è un misto di ignoranza e supponenza: come facciamo a dire a priori se la condanna sarà superiore a tre anni?". "Renzi poi ha detto che bisogna ragionare sul falso in bilancio. Non capisco – aggiunge l’ex presidente dell’Idv – quale ragionamento serva: quella era una legge che funzionava benissimo, per questo motivo è stata tolta. Basta riprendere il codice di vent’anni fa e riscrivere la norma. Infine, si parla tanto di riforme, ma servirebbe una norma in ambito europeo: embargo degli affari con Paesi che garantiscono conti offshore".

Infine, Di Pietro ammette gli errori commessi durante la leadership dell’Idv. "Non sono state bravo a dimostrare le mie ragioni alla trasmissione Report: ero convinto che volesse basarsi sui fatti, mentre voleva dimostrare una tesi preconcetta. Per quanto riguarda il futuro, io non ho incarichi nell’Idv, ma voglio continuare a fare politica".